LA CLASSE 2026 DI DAG MANAGEMENT
I piloti che scriveranno il futuro
Giovanni Minardi e Dorothea Schulz lo ripetono spesso quando parlano del loro lavoro: il talento non si crea, si trova, si protegge e si guida. Da oltre vent’anni DAG Management opera su questo principio con la stessa coerenza con cui si costruisce qualcosa di solido — senza scorciatoie, senza promesse eccessive, con la pazienza di chi sa che i risultati veri hanno bisogno di tempo. La stagione 2026 si apre con venti piloti, undici nazionalità diverse, tre macrocategorie di competizione. Dal karting alle monoposto, passando per il Gran Turismo e i prototipi, questa è la loro storia.
GT E PROTOTIPI
Ruote coperte, gare lunghe, pit stop da coordinare e un compagno di equipaggio con cui condividere tutto — incluso il nervosismo. Benvenuti nel GT e nei prototipi, dove la velocità pura è solo una delle variabili in gioco. Le vetture GT3 e GT Cup sono macchine potenti con una forte componente tecnologica — aerodinamica sofisticata, pneumatici al limite della fisica, gestione termica da calibrare gara per gara — ma la vera sfida è umana: adattare il proprio stile alla situazione tattica, mantenere concentrazione e ritmo in gare che durano da 50 minuti a 3 ore, e trovare l’intesa giusta con chi siede nell’altra metà del box. I campionati italiani GT — Sprint ed Endurance — sono tra i più competitivi d’Europa, con un calendario costruito su circuiti storici come Imola, Mugello, Vallelunga e Monza. I prototipi, con la Wolf GB08 Raiden del Campionato Italiano Sport Prototipi, aggiungono la dimensione della macchina aperta e leggera, più vicina per sensazioni a una monoposto, con una curva di apprendimento che richiede adattamento rapido.
Matteo Bergonzini — Spilamberto, provincia di Modena. Per chi non lo sapesse, quella striscia di terra emiliana ai piedi dell’Appennino è conosciuta in tutto il mondo per due ragioni: l’aceto balsamico tradizionale e la passione viscerale per i motori. Bergonzini la sua identità di pilota l’ha costruita lì, con il ritmo lento e tenace di chi sa che le cose importanti si costruiscono mattone dopo mattone. Formatosi nelle ruote coperte fin dal 2007 con il team Proteam Motorsport nella Clio RS Cup by Peroni Race (dove chiuse terzo nel campionato Under 25 al primo anno), Matteo ha attraversato anni di alti e bassi, di weekend sporadici e budget mai sufficienti. Ma non ha mai smesso. Nel 2025, per la prima volta, ha avuto l’opportunità di disputare un campionato completo: il Campionato Italiano Gran Turismo Endurance con SP Racing su una Porsche 992 GT3 Cup. Il risultato finale — quarto in classifica generale, con un podio conquistato all’ultima gara di stagione al Mugello Circuit — dice poco dei numeri e molto del carattere. In una stagione in cui un problema tecnico lo costrinse al ritiro a Imola quando era in testa a un minuto e mezzo dalla bandiera a scacchi, Bergonzini incassò il colpo e andò al Mugello con la testa dritta. Come ha dichiarato lui stesso: «Spilamberto è un punto di riferimento per chi visita le aziende automobilistiche della zona, creando un legame speciale tra motori, sapori e cultura. Correre con questo legame alle spalle mi dà energia e motivazione in più.» Il 2026 è il momento di smettere di accontentarsi del quarto posto.
Mattia Bucci — Pescara, classe 2007. Sette anni consecutivi con la stessa agenzia, un legame rinnovato per altri cinque: nel mondo del motorsport, non è la norma. Mattia Bucci ha trovato la sua casa e non ha avuto motivo di andarsene. La versatilità è la sua carta d’identità: nel 2024 ha corso nel Campionato Italiano GT con una Ferrari 296 nella GT Cup, vivendo il sogno di guidare al Tempio della Velocità con un’auto iconica. Le sue parole dopo Monza raccontano tutto: «È un sogno correre nel ‘Tempio della Velocità’ con una macchina iconica come la Ferrari, qualcosa che ho sempre desiderato da piccolo guardando le gare in televisione o giocando ai videogiochi.» Nel 2026 cambia vettura e livrea: Lamborghini Huracán Super Trofeo EVO2 con DL Racing, impegnato su doppio fronte sia nella serie Sprint che in quella Endurance. Ma Bucci non si ferma al motorsport reale: gareggia anche nel DrivingItalia GT3 Sprint e nell’ACI Esport, dove l’agenzia ha costruito una vera e propria accademia simracing. Maturità precoce, capacità di adattamento e uno sguardo già rivolto al futuro: è la firma di un pilota che sa dove vuole arrivare.
Miguel Maria Garcia — Asunción, Paraguay, 9 marzo 2000. Quando si dice che il motorsport è una lingua universale, il caso di Miguel Maria Garcia lo illustra meglio di qualsiasi teoria. Primo pilota paraguaiano nella storia del TC2000 e del Super TC2000 — i campionati di punta dell’automobilismo sudamericano — Garcia ha fatto su e giù tra Sudamerica ed Europa con la disinvoltura di chi sa che in pista conta la velocità, non il fuso orario. Nella stagione 2022 al suo debutto in quelle serie ha conquistato una pole position e cinque podi. Nel 2023 l’approdo in Europa con il Campionato Italiano GT Championship sotto le insegne di Imperiale Racing su Lamborghini GT3: due podi al debutto nella categoria, più tre top-10 nella French Formula Regional. Non è tutto: nel 2021 aveva vinto in assoluto il Campionato Nazionale Rally del Paraguay. Un pilota capace di correre su qualsiasi superficie e con qualsiasi tipo di vettura. Nel 2025 sembrava destinato all’Indy NXT con Juncos Hollinger Racing, uno dei team di riferimento del singolo sedile nordamericano, ma il progetto saltò. Garcia incassò e non si fermò. A febbraio 2026 ha già completato due giorni di test a Misano; entro fine mese ne seguiranno altri due a Vallelunga, e ad aprile una giornata ad Imola chiuderà la fase di avvicinamento alla stagione. La macchina si scalda. Garcia è già in modalità gara.
Federico Sbardellati — Roma, 9 dicembre 2010. Quindici anni. La storia di Federico comincia in modo insolito: non con una gara di karting vista da bordo pista, non con un padre che lo porta sulla prima rotella. Comincia con un film. «Rush», il racconto della rivalità tra James Hunt e Niki Lauda. Federico guarda quel film e qualcosa scatta: non si tratta solo di velocità, ma della storia di chi costruisce qualcosa dal nulla e vince contro ogni previsione. Per lui il 2026 si apre con piani ambiziosi e di altissimo livello, un percorso costruito con cura e lungimiranza da chi lo segue e crede in lui. Chi lo conosce dice che è un ragazzo insolito: tra i suoi hobby ci sono il simulatore di volo e la pallanuoto, e il suo circuito preferito — Wackersdorf, in Baviera — non è esattamente quello che ti aspetti da un quindicenne romano. Ciò che colpisce di più è il suo approccio alla preparazione: Sbardellati sfrutta attivamente il simracing per affinare la propria velocità e intensificare l’allenamento, trattando il simulatore come un’estensione naturale della pista. La macchina ha già trovato il pilota giusto.
Manuel Quondamcarlo — Avezzano, 6 febbraio 2007. La Marsica, nell’entroterra abruzzese, non è una delle culle tradizionali del motorsport. Non ci sono kartodromi a ogni incrocio, non ci sono famiglie storiche del motorsport a cena. Manuel Quondamcarlo viene da lì, e questo lo rende, in un certo senso, diverso dagli altri. Chi lo ha incrociato nei paddock dice sempre la stessa cosa: «Ha la stoffa vera». Un articolo de La Notizia Sportiva lo aveva definito «ragazzo di periferia che vive di passione» — una descrizione senza fronzoli che lo stesso Manuel probabilmente non rifiuterebbe. Dopo due anni di gare sporadiche per mancanza di budget, nel 2025 ha finalmente ottenuto un programma completo: il campionato X-GT4 Italy con LR Dynamics Motorsport su Ligier JS2 R. Il risultato più significativo è arrivato ad aprile ad Imola: secondo posto in gara, il podio che vale una stagione. Il suo idolo è Max Verstappen. I suoi hobby preferiti sono la boxe e l’atletica. Il circuito del cuore è Imola, la stessa pista dove ha firmato il risultato più bello. Il 2026 punta a consolidarsi nel campionato italiano con la Ligier JS2 R: la velocità c’è, l’esperienza si costruisce gara dopo gara.
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MONOPOSTO
La Formula 4 è il primo gradino formale della piramide delle monoposto professionali: la categoria dove il karting incontra il motorsport su quattro ruote vero e proprio. Regolamentata dalla FIA, la F4 è progettata per essere il banco di prova dei futuri piloti di Formula 3, Formula 2 e — per chi ha talento, risorse e fortuna — Formula 1. Le vetture hanno circa 160 cavalli, un telaio monoscocca e un assetto regolamentato che riduce le variabili tecniche per mettere al centro il pilota. Le serie invernali come la Formula Winter Series e quelle estive come la F4 Central European Series costruiscono un calendario internazionale denso che mette i giovani piloti di fronte a circuiti sempre diversi, condizioni meteo imprevedibili e avversari ogni volta più agguerriti. Tre delle promesse più attese di DAG Management fanno qui il loro debutto nel 2026.
Mio Olert — Söråker, Svezia, diciassette anni. Mio Olert, in un’intervista, ha detto una cosa che rende superflua qualsiasi altra presentazione: «You live once, so why waste time on things not worth it?» Sa cosa significa quella frase. All’età di sei anni gli è stata diagnosticata la leucemia linfoblastica acuta. Due anni e mezzo di terapia, un anno e mezzo trascorso in ospedale. La guarigione arrivò. Il karting lo trovò quasi per caso a nove anni — tardi rispetto agli standard del vivaio europeo — e la progressione fu rapida fino a diventare il primo poleman nella storia della FIA Karting Academy Trophy nella categoria Senior. Suo fratello Max, quattordicenne, corre anche lui. E qui la storia prende una piega che vale la pena raccontare: durante i giorni più bui della malattia, fu Kimi Räikkönen a inviare al piccolo Mio la propria tuta da corsa con un messaggio scritto a mano — «Guarisci presto, Mio» — che ancora oggi è appesa al muro nella sua stanza a Söråker. A inizio 2026, dopo mesi di test intensivi tra cui quelli al Circuit de Catalunya di Barcellona, Mio Olert debutta in Formula 4 CEZ con SG Motors. Ogni gara è un privilegio che ha imparato a non dare per scontato.
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Markas Silkunas — Lituania, diciassette anni. Preciso, analitico, con la testa già alle categorie superiori: è così che chi lavora con Markas Silkunas lo descrive. E i risultati danno ragione a questa valutazione. La vittoria ai FIA Motorsport Games e il trionfo al COTFAP di Macao a inizio 2026 — entrambi nella categoria Senior — non sono stati colpi di fortuna: sono stati costruzioni tattiche di un pilota che studia ogni gara prima di correrla. A Macao, Markas e sua sorella Vanesa hanno dominato il weekend, chiudendo nei primi due posti. In un’intervista con Pit Talk aveva spiegato il proprio approccio al sorpasso con una lucidità disarmante per la sua età: «Cerco sempre il momento giusto quando posso fare la mossa senza perdere troppo tempo, ma nelle corse, se non sorpassi tu, lo farà qualcun altro.» Dal 2026, con Jenzer Motorsport nella Formula Winter Series tra Portogallo e Spagna, inizia il capitolo delle monoposto. L’obiettivo dichiarato, senza retorica né timidezza, è la Formula 1. Diciassettenne, lituano, già in F4: la strada è lunga, ma lui sembra avere già in testa ogni curva.
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Milla Sjöstrand — Södertälje, Svezia, 3 maggio 2008. Milla Sjöstrand ha un record che probabilmente nessuna altra pilota ha mai raggiunto: è l’unica nella storia del programma FIA Girls on Track Rising Stars a essere stata selezionata per tre edizioni consecutive — nel 2020, nel 2021 e nel 2023. Nel 2021 era già arrivata tra le ultime quattro, con una settimana di test a Maranello sotto gli occhi dei tecnici della Ferrari Driver Academy. Ha iniziato a guidare un kart a quattro anni. Prima gara a sette. I suoi idoli dichiarati sono Michael Schumacher e Sebastian Vettel — «ma voglio superarli», ha detto, senza che suonasse arrogante. Nell’intervista con Pit Talk ha raccontato come la selezione del 2023 fosse avvenuta su un nuovo circuito e in Formula 4, un salto di livello che lei ha affrontato come ogni altra sfida: con preparazione e determinazione. Nel 2025 ha debuttato in Formula 4 al Padborg Park con STEP Motorsport, conquistando punti in due gare su tre. Nel 2026 prosegue il percorso nella F4 Central European Series, con il Monaco come circuito dei sogni e un obiettivo più grande: riportare la bandiera svedese in Formula 1. Il suo motto è «Relentless by nature» — e dopo un’ora di conversazione con lei, non ti viene nemmeno da dubitarne.
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KARTING
Il karting non è una categoria preparatoria. È una disciplina completa, con una propria tecnica, propria fisica e propria cultura. A livello internazionale — nelle serie WSK, Champions of the Future, FIA Karting — i giovani kartisti di tutto il mondo si confrontano su piste come il South Garda Karting, La Conca e i circuiti iberici con la stessa intensità e professionalità che si trova nelle categorie senior. Le categorie principali sono ordinate per età e cubatura: Mini e Micro per i più giovani, OKJ (OK Junior) per gli under 14-15, OK per i piloti fino a 18 anni. Il passaggio tra categorie è una delle transizioni più delicate della carriera di un kartista: ogni step porta nuova potenza, nuovi pneumatici e avversari ogni volta più esperti. DAG Management nel 2026 schiera quattordici piloti in questa disciplina — la pattuglia più numerosa dell’agenzia, e quella dove si gioca il futuro del roster dei prossimi anni.
Julia Angelard — Polonia, nata nel 2012, quattordici anni. A prima vista, potrebbe sembrare un profilo tra i tanti nel panorama del karting internazionale. Ma Julia Angelard è molte cose insieme: membro dell’ORLEN Motorsport Academy, driver ufficiale Birel ART per il 2026 con il supporto della Richard Mille Young Talent Academy — un riconoscimento tra i più esclusivi e ambiti del karting mondiale — una delle nove pilote selezionate globalmente dall’F1 Academy Discover Your Drive, e parte del progetto More Than Equal — l’iniziativa co-fondata dall’ex pilota di Formula 1 David Coulthard e dall’imprenditore Karel Komárek per sviluppare la prima campionessa mondiale femminile di Formula 1 — con un training camp a Manchester già completato a gennaio. Nel 2024 è stata l’unica donna polacca tra le venti finaliste all’Iron Dames Young Talents shootout. Gareggia dall’età di quattro anni. Nel 2026 il suo programma è tra i più fitti dell’intero roster: sette serie di competizione, con il punto di riferimento più importante rappresentato dal Campionato Europeo FIA Karting e dal Campionato Mondiale FIA Karting, entrambi affrontati sotto le insegne della Richard Mille Young Talent Academy. A questi si aggiungono il WSK, il Champions of the Future Academy e il Campionato Polacco. Non è un caso che gli addetti ai lavori ne parlino già oggi.
Rivaan Dev Preetham — Chennai, India, 18 aprile 2013. Dodici anni. Quando l’agenzia ha annunciato il suo ingresso nel roster a febbraio 2026, quella notizia aveva un peso ben preciso: Rivaan è il primo pilota indiano nella storia di DAG Management. In un paese da 1,4 miliardi di abitanti dove il motorsport è in rapida crescita, è qualcosa che va oltre il singolo individuo. Ma i numeri parlano da soli: tre Campionati Nazionali Indiani MECO FMSCI consecutivi vinti tra il 2023 e il 2025 nella categoria Micro Max. E poi Valencia, 27 ottobre 2024: Rivaan diventa il primo pilota indiano a vincere una gara ai FIA Motorsport Games. Nel 2025, alla sua prima stagione internazionale nel Champions of the Future Academy Program — sei round tra Portogallo, Spagna, Italia, Ungheria, Qatar ed Emirati — a Valencia recupera dalla ventesima posizione in qualifica per chiudere quinto nell’Heat 2 e undicesimo in finale tra 37 piloti provenienti da oltre trenta nazioni. Il calendario 2026 copre tre continenti: sei round del Champions of the Future Academy Program (Valencia, Tessalonica, Viterbo, Muscat, Al Ain, Al Forsan), cinque round del Campionato Nazionale Indiano MECO-FMSCI e tre round della MECO-Meritus Cup in India. Il suo idolo è Fernando Alonso. La rotta è quella.
Benjamin Westwood — Malta, dodici anni. Piccola isola, ambizioni grandi. Benjamin Westwood porta i colori di Malta sui circuiti europei con la Pantano Racing Team nella categoria OKJ. Chi lo segue in pista dice che sul secco è già a un livello che va oltre l’età, e che il lavoro in corso riguarda principalmente la gestione del bagnato — la variabile che più di ogni altra separa i veloci dai completi. A Viterbo, nella prima tappa del WSK 2026, ha firmato la sua prima vittoria in una heat chiudendo secondo nel gruppo di qualifica. Il suo circuito preferito è il South Garda Karting, uno dei tracciati di riferimento del karting europeo: una scelta che dice molto sul tipo di pilota tecnico che sta diventando. Il calendario 2026 è tra i più completi del roster: WSK Super Master Series, Champions of the Future, FIA European Championship, WSK Euro Series, WSK Final Cup e il Campionato Mondiale FIA in Bahrain. Un programma internazionale a tutto tondo.
Nilas Malik — Danimarca, tredici anni. Giovanni Minardi ha un’abilità: riesce a vedere il talento anche quando i risultati lo nascondono. Nilas Malik è uno di quei casi. Agli IAME Warrior Finals di Zuera nel 2024, il danese chiude ventiquattresimo, ma i suoi tempi sul giro sono migliori di quelli dei leader. Minardi lo osserva, capisce cosa sta vedendo, e lo prende. All’IAME Winter Cup di Valencia 2026, Nilas mostra perché quella valutazione era fondata: quarto in qualifica, secondo in uno degli heat, decimo overall — e le finali vengono cancellate per il meteo prima che possa mostrare il meglio. Il talento grezzo è visibile. Il lavoro per trasformarlo in risultati è già iniziato.
Jason Kosmopoulos — Salonicco, Grecia, 14 febbraio 2013. Jason è CRG Factory Driver — un riconoscimento che parla già da solo nel mondo del karting internazionale. Nel 2022 ha vinto il Rotax Max Challenge Grecia nella categoria Micro Max. Fuori dal kart, la sua vita è un catalogo di adrenalina trasversale: sim racing, sci alpino, arrampicata, calcio, pesca. Un carattere curioso, mobile, difficile da fermare — esattamente il tipo di mente che funziona sotto pressione nelle ultime curve di una finale. Il suo circuito preferito è il South Garda Karting. Il programma 2026 è identico per ambizione a quello dei migliori kartisti della sua generazione: WSK Super Master Series, Champions of the Future, FIA European Championship, WSK Euro Series, WSK Final Cup e il Campionato Mondiale FIA in Bahrain, tutto in categoria OKJ. L’obiettivo è tradurre il talento in punti su ogni circuito d’Europa.
Nefeli Kosmopoulou — Grecia, tredici anni. Sorella di Jason. Due fratelli nella stessa scuderia, stessa agenzia, stessa passione — ma caratteri diversi, stili diversi, traiettorie diverse. Nefeli è CRG Factory Driver nella categoria OK, sostenuta da Alumil e Circuit 27. Al WSK di Viterbo nel 2026, in un singolo heat, ha recuperato diciotto posizioni. Diciotto. In una singola gara. L’agenzia ha commentato con tre parole: «heart, fight & beauty in motion». Traduzione dal gergo da paddock: Nefeli non si accontenta mai di dove parte. Il programma 2026 la vede impegnata su tutti i fronti che contano: WSK Super Master Series, Champions of the Future, FIA European Championship, WSK Euro Series, WSK Final Cup e il Campionato Mondiale FIA in Bahrain. Una stagione per dimostrare che il talento visto a Viterbo non era un episodio isolato.
Maxime Noeppel — Francia. Ha iniziato a guidare un baby kart a tre anni. Prima gara vera a sette anni nel Swiss Vega Trofeo X30 Mini, dove chiuse nei primi tre. Poi una pausa di un anno e mezzo — non per scelta, ma per la logistica familiare — che avrebbe potuto spegnere la fiamma. La fiamma rimase accesa. Nel 2025 ha corso nel campionato FFSA Academy Junior con RLS Competition, il campionato di formazione francese che ogni anno alimenta le categorie internazionali. Il risultato più significativo: ottavo posto a Varennes-sur-Allier dopo una rimonta di nove posizioni. Chi lo conosce lo definisce intellettualmente precoce — un giovane che ragiona sulla guida con una lucidità insolita per la sua età. Nel 2026 il fuoco è concentrato sul titolo nazionale: Maxime punta al campionato FFSA Academy Junior con l’obiettivo dichiarato di vincerlo e arrivare in Formula 4 nel più breve tempo possibile. Affianca al percorso francese anche alcuni round del Champions of the Future a livello internazionale. La traiettoria è tracciata: campione in Francia, poi la monoposto.
Brodi Cooper Dowling — Sudafrica, dodici anni. Campione Nazionale Rotax Mini Max del Sudafrica nel 2025 — il titolo più importante del karting sudafricano nella sua categoria. Non solo: nel 2024 aveva già conquistato il Rotax Mini Max Regional Championship con il titolo di Rookie of the Year, e nel 2023 aveva fatto lo stesso nel Micro Max. Una progressione costante, anno dopo anno. Il 2026 è l’anno del grande salto: Brodi Cooper Dowling approda nel karting internazionale WSK come preparazione in vista di un programma ancora più strutturato nel 2027. Il calendario combina la base sudafricana — Rotax Max Challenge South Africa e circuiti regionali della Provincia Occidentale — con il fronte europeo: ACI Karting Italian Championship a Viterbo, FIA Karting World Cup a Viterbo e WSK Final Cup tra Lonato e Franciacorta. Un anno di costruzione internazionale, con il 2027 già nell’orizzonte.
Tariq Soofi — Bahrain. C’è una cosa che accomuna tutti i campionati dove Tariq Soofi ha messo ruota a terra finora: ha vinto. Ovunque sia andato, ha vinto. È l’unico pilota bahrenita che corra stabilmente in Europa, un fatto che da solo racconta quanto eccezionale sia la sua posizione nel panorama del karting internazionale. Il Bahrain non è il primo paese che viene in mente pensando al vivaio del karting europeo — ma Tariq Soofi sta cambiando questa percezione da solo. Debutta nel karting nel 2023 al Bahrain Racing Motor Club con vittorie immediate. Nel 2024 si qualifica per il Rotax MAX Challenge Grand Final. Nel 2025 si qualifica di nuovo, e nello stesso anno debutta all’Italy ROK Cup Mini U10: primo confronto diretto con il vivaio europeo, con risultati che parlano già una lingua chiara. Nel 2026 il programma diventa strutturato e continuo: Kalì Kart — brand del gruppo CRG — nella WSK Euro Series, categoria Mini GR3. Ogni gara in Europa è un banco di prova che pochi piloti del Golfo hanno mai potuto affrontare. Tariq li sta raccogliendo tutti, con la determinazione di chi sa che il suo posto è qui.
Vanesa Silkunaite — Lituania, categoria OK. Sorella di Markas, figlia della stessa scuola. Ma Vanesa non è la sorella di qualcuno: è una pilota con una propria identità agonistica che si è presa il suo spazio nel 2026 al COTFAP di Macao. Gara 1: secondo posto. Gara 2: vittoria. Secondo assoluto nel risultato finale. Lo stesso weekend in cui suo fratello Markas vinceva la classifica generale, Vanesa saliva sul gradino più alto del podio in una gara. Il 2026 è per lei l’anno degli impegni FIA: il calendario include il Champions of the Future Academy Program con sei round internazionali (Valencia, Tessalonica, Viterbo, Muscat, Al Ain, Al Forsan), il FIA Academy Trophy Senior con tre round (Valencia, Mülsen, Kristianstad), il FIA World Cup a Viterbo e i FIA Motorsport Games 2026. Nella serie WSK, dove corre nella categoria OK, il tempo di qualifica conta, ma la capacità di lottare e superare avversari più esperti conta di più. L’agenzia la descrive come qualcuno che «combatte come una leonessa». I risultati di Macao — e il calendario 2026 — parlano da soli.
Vladimir Ivannikov — Mosca, Russia, 19 giugno 2010 (residente in Italia), categoria OK. Nei paddock WSK è uno dei nomi che i più attenti già conoscono bene — e chi lo ha visto guidare di persona capisce subito perché. La sua guida è impressionante, quasi commovente nella sua precisione e nella sua aggressività controllata: è il tipo di pilota che non si dimentica facilmente. Corre con Birel Art Racing Team e porta in pista un palmares già significativo: campione italiano ACI Karting Sarno 2023 in categoria OKJ, vincitore della WSK Euro Series a Lonato 2022 in Mini Gr3, e secondo classificato al Round III del FIA European Championship a Viterbo 2025 in OK. Fuori dalla pista, i suoi hobby sono quelli di chi ragiona in modo non convenzionale: giocoliere, ping pong, scacchi, padel. Il suo circuito preferito è il South Garda Karting. Nel 2026 il programma è internazionale e senza sosta: WSK Super Master Series, WSK Euro Series, Champions of the Future, FIA European Championship, FIA World Championship e WSK Final Cup — tutto in categoria OK con Birel Art. Una stagione da protagonista per uno dei piloti di punta dell’agenzia.
Zack Zhu — Cina, categoria OKJ. Zack Zhu è uno di quei prodotti che il karting cinese riesce a generare quando le condizioni sono giuste: talento puro, sostenuto con forza e determinazione da privati cinesi che credono nel progetto. I numeri del WSK Super Master Series a Sarno dicono una cosa sola: otto sorpassi in un Pre-Final. Otto sorpassi non sono un fatto di stile: raccontano un pilota che non si ferma, che cerca sempre la traiettoria per superare, che usa ogni metro di pista a disposizione. A Viterbo, ha siglato il miglior tempo in free practice, poi ha recuperato otto posizioni nel Pre-Final e altre sei in finale. Quella di Zhu non è la velocità di chi gestisce un vantaggio: è la velocità di chi parte indietro e sa come tornare davanti. Il calendario 2026 lo vede impegnato nella WSK Super Master Series, nel Champions of the Future, nel FIA European Championship, nella WSK Euro Series, nella WSK Final Cup e nel Campionato Mondiale FIA in Bahrain. Un banco di prova continuo per vedere fino a dove può spingere quella mentalità.
Matteo Gallo — Francia, classe 2011. Quattordici anni. Matteo Gallo arriva in DAG Management con poco più di due anni di esperienza nel karting internazionale — un bagaglio che, in un panorama dove molti colleghi gareggiavano già da quando sapevano camminare, potrebbe sembrare ridotto. Ma chi lo ha visto guidare si è trovato di fronte a qualcosa di immediato e difficile da spiegare: una velocità naturale impressionante e un livello eccezionale di impegno sul proprio sviluppo. Ciò che colpisce di più è la sua determinazione a migliorare ogni sessione, la forte etica del lavoro e la passione che porta in pista — qualità fondamentali per qualsiasi pilota che mira a costruire un percorso solido nel motorsport. Il programma 2026 è subito di alto livello: WSK Super Master Series, Champions of the Future, FIA European Championship e FIA World Championship, tutti in categoria OK, con il confronto diretto con i migliori kartisti senior del panorama mondiale. Per DAG Management, il ruolo sarà supportarlo nella strutturazione della sua progressione, aiutandolo ad acquisire l’esperienza necessaria e a continuare a sviluppare la velocità e il potenziale grezzi già dimostrati. Un profilo da costruire con pazienza e metodo — che è esattamente il tipo di lavoro che DAG Management fa meglio.
Ventuno piloti. Undici nazionalità. Un metodo.
Quasi tutti i profili di questa lista hanno una cosa in comune: nessuno ha avuto la strada spianata. C’è chi ha affrontato una malattia grave, chi viene da un paese senza tradizione nel motorsport europeo, chi ha aspettato anni per avere un campionato completo, chi ha trovato la propria passione in un film piuttosto che in pista. Giovanni Minardi e Dorothea Schulz, che hanno visto abbastanza motorsport da saper distinguere il talento dalla fortuna, hanno scelto queste venti storie — e questo, di per sé, è già una garanzia. La stagione 2026 è appena iniziata. Teneteli d’occhio.
Autore: Francesco Svelto

