FORMULA 1 – GRAN PREMIO DELL’AZERBAIJAN 2026, BAKU
EDITORIALE DAG MANAGEMENT
Baku è uno di quei circuiti nei quali la Formula 1 mostra con particolare chiarezza quanto sia riduttivo leggere un weekend soltanto attraverso la classifica finale. Il lunghissimo rettilineo, le frenate violentissime, la sezione del castello e la vicinanza costante dei muri obbligano piloti e squadre a lavorare sul limite, ma soprattutto impongono una qualità che per DAG Management resta fondamentale nello sviluppo di una carriera: la capacità di gestire l’imprevisto.
Il weekend dell’Azerbaijan ha offerto esempi molto diversi. George Russell ha costruito una prestazione quasi perfetta, diventando il riferimento già nelle prove libere e trasformando una pole straordinaria in una vittoria conquistata per appena 0,196 secondi su Max Verstappen. Verstappen, al contrario, ha dovuto costruire il risultato partendo dall’ottava posizione, leggendo la gara, recuperando progressivamente e arrivando a pochi centimetri dal successo.
Isack Hadjar ha scritto una delle storie più positive del weekend: dopo sei settimane e tre Gran Premi di assenza per l’infortunio al polso, è tornato immediatamente ad altissimo livello, qualificandosi quarto e salendo sul podio. Kimi Antonelli ha vissuto invece il suo weekend più difficile dell’anno: un problema idraulico gli aveva già tolto parte della FP1, poi l’errore in Q1 lo ha lasciato sedicesimo in griglia. La risposta in gara, da P16 a P5, è però esattamente il tipo di reazione che osserviamo con grande attenzione nel lavoro di driver management.
Un errore non deve essere cancellato dal risultato successivo. Deve essere compreso. Allo stesso modo, un DNF non cancella automaticamente una buona prestazione. Piastri è rimasto a lungo in zona podio prima del bloccaggio a Turn 1; Gasly aveva qualificato Alpine in settima posizione prima di essere coinvolto nell’incidente del restart; Norris è stato eliminato da una dinamica non creata da lui. Separare performance e risultato è essenziale per una valutazione seria.
Per DAG Management, Baku 2026 è quindi soprattutto un weekend sulla qualità della risposta: Russell ha risposto alla pressione del campionato con dominio; Verstappen a una qualifica deludente con una rimonta; Hadjar a un periodo di stop con un podio; Antonelli a un errore con dieci punti preziosi. È così che si costruiscono piloti completi.
GIOVEDÌ – MERCEDES IMPONE SUBITO IL RITMO
La prima giornata ha immediatamente indicato Mercedes come riferimento. Russell ha chiuso FP1 al comando in 1:45.387, quattro decimi davanti a Verstappen e poco più di quattro decimi su Leclerc. Ferrari era vicina con entrambe le vetture, mentre McLaren ha perso parte del programma a causa di problemi che hanno limitato soprattutto Norris.
Antonelli era già salito in cima alla classifica durante la sessione con gomma hard, ma un problema idraulico lo ha costretto a fermarsi a Turn 7 dopo circa 25 minuti. Il quinto tempo finale, nonostante la perdita di pista, indicava comunque una base competitiva.
In FP2 Russell ha ulteriormente alzato il livello: 1:43.347, oltre mezzo secondo davanti ad Antonelli e più di otto decimi su Verstappen. Mercedes ha quindi chiuso il giovedì con una doppietta virtuale e, soprattutto, con un Russell estremamente a proprio agio nelle frenate e nella trazione.
La sessione ha mostrato anche quanto Baku non perdoni. Lindblad ha colpito il muro nella zona del castello causando bandiera rossa, mentre Bearman ha dovuto fermarsi per un problema tecnico. Hadjar, appena rientrato, ha dovuto gestire difficoltà ai freni e alla power unit. Per tutti, accumulare chilometri puliti era già parte della prestazione.
VENERDÌ – FP3 E QUALIFICA: RUSSELL CAMBIA DIMENSIONE
FP3 ha suggerito una lotta molto più serrata: Verstappen è stato il più veloce in 1:43.922, Russell secondo a soli 0,099 e Hamilton terzo a 0,111. Antonelli ha chiuso quarto, davanti a Leclerc, con Mercedes, Red Bull e Ferrari racchiuse in pochi decimi.
La qualifica ha però completamente cambiato il quadro. Antonelli ha colpito le barriere a Turn 1 in Q1, danneggiando la Mercedes e fermandosi in sedicesima posizione. Per il leader del mondiale era il primo vero sabato pesantemente compromesso della stagione.
Dall’altra parte del box, Russell ha prodotto uno dei giri più impressionanti dell’anno. Il suo 1:42.526 gli ha consegnato la quinta pole stagionale con 0,837 secondi di margine su Leclerc. In una Formula 1 normalmente compressa in pochi decimi, otto decimi rappresentano un distacco enorme.
Alle spalle di Russell, la lotta era invece estremamente serrata: Leclerc ha preceduto Piastri di appena 0,001 secondi. Hadjar, al rientro, ha conquistato una splendida P4 davanti a Norris e Hamilton. Gasly ha portato Alpine in P7, Verstappen si è fermato all’ottavo posto, mentre Sainz e Colapinto hanno completato inizialmente la top ten. La successiva penalità di Sainz per le bandiere gialle lo ha retrocesso in griglia.
Il contrasto Mercedes era netto: un pilota in pole con il margine più ampio dell’anno, l’altro sedicesimo. Dal punto di vista DAG, era già chiaro che domenica avrebbe misurato due qualità diverse: la capacità di Russell di convertire una superiorità evidente e quella di Antonelli di ricostruire un weekend compromesso.
GARA – CONTROLLO, SAFETY CAR E UNA VITTORIA DECISA SULLA LINEA
Russell ha mantenuto il comando al via e ha iniziato immediatamente a costruire margine. Piastri è salito secondo, mentre Hadjar e Verstappen hanno iniziato una progressione molto efficace. Antonelli, partito sedicesimo con gomma media, ha inizialmente perso una posizione, scivolando P17, ma ha evitato di trasformare una partenza difficile in un secondo problema.
Red Bull ha mostrato presto un passo gara molto migliore rispetto alla qualifica. Hadjar ha recuperato su Norris e Leclerc, mentre Verstappen ha progressivamente superato Hamilton e Leclerc, per poi essere lasciato passare da Hadjar e iniziare la caccia a Piastri.
Russell, intanto, controllava la gara. A metà corsa aveva costruito quasi dieci secondi su Piastri. Anche un leggero contatto con il muro a Turn 15 e qualche dubbio sulle pressioni non hanno modificato il suo ritmo.
Antonelli ha costruito la rimonta senza forzare in modo irrazionale: Lindblad, Sainz, Ocon, Lawson e Albon sono diventati progressivamente obiettivi superati o avvicinati. Norris, al contrario, ha sofferto soprattutto sul dritto e ha commesso alcuni bloccaggi, perdendo terreno.
Il primo momento decisivo è arrivato al giro 31, quando Albon ha bloccato e colpito le barriere a Turn 6. La Safety Car ha cancellato l’enorme vantaggio di Russell. Quasi tutti i leader hanno effettuato il pit stop e Red Bull ha gestito perfettamente il doppio cambio gomme.
Al restart Verstappen è riuscito finalmente a superare Piastri per P2. Ma alle loro spalle la situazione è esplosa: Colapinto ha bloccato alla prima curva e ha colpito Gasly; la Alpine del francese è stata spinta contro Norris. Tutti e tre hanno dovuto ritirarsi. Nello stesso momento Lindblad ha toccato la Racing Bulls di Lawson.
Una seconda Safety Car ha nuovamente compattato il gruppo. Alla ripartenza successiva Piastri, ancora terzo, ha bloccato a Turn 1 ed è precipitato fino alla quindicesima posizione. Hadjar è salito sul podio virtuale e Antonelli si è ritrovato sesto.
Con otto giri da percorrere, Antonelli ha superato Hamilton sul rettilineo principale e si è portato quinto. Davanti, la gara è diventata un duello Russell-Verstappen. Il pilota Red Bull è rimasto costantemente a pochi decimi, mentre entrambi sfioravano i muri alla ricerca di ogni millesimo.
L’ultimo giro ha aggiunto un’ultima tensione: la Cadillac di Bottas è finita contro le barriere e Russell ha dovuto alzare il piede per la bandiera gialla. Quando ha riaperto il gas ha segnalato una perdita di potenza del turbo. Verstappen è arrivato in scia e si è affiancato sul rettilineo, ma Russell ha conservato la vittoria per 0,196 secondi.
Hadjar ha completato il podio, Leclerc ha chiuso quarto e Antonelli quinto. Hamilton sesto, Lindblad settimo per appena 0,030 su Ocon, Bearman nono e Sainz decimo. Per Haas è stato il primo doppio piazzamento a punti della stagione.
DAG MANAGEMENT REPORT CARDS
MERCEDES – VOTO: 9,5
Mercedes lascia Baku con pole, vittoria, giro più veloce e un’importante dimostrazione di forza. Russell è stato il riferimento quasi per tutto il weekend. Antonelli ha commesso l’errore più evidente della sua stagione, ma la squadra gli ha dato gli strumenti per recuperare.
GEORGE RUSSELL – VOTO: 10
È il Driver of the Weekend. Primo in FP1 e FP2, secondo per 0,099 in FP3, pole con 0,837 secondi di margine, vittoria e giro più veloce in 1:44.916. Il dato più importante è però la gestione dei due restart e del finale contro Verstappen. Quando tutto il margine è scomparso, Russell non ha perso lucidità. La vittoria riduce il distacco mondiale da Antonelli a 66 punti e riapre almeno psicologicamente la battaglia interna Mercedes.
KIMI ANTONELLI – VOTO: 8
Il voto deve tenere insieme errore e reazione. L’incidente di Q1 è pesante, soprattutto dopo un weekend nel quale la Mercedes aveva chiaramente il potenziale per la prima fila. Ma la domenica è una dimostrazione di maturità: da P16 a P5, con il terzo giro più veloce della gara e senza commettere un secondo errore nel tentativo di recuperare troppo in fretta. Per un leader del mondiale, limitare i danni è una competenza tanto importante quanto vincere.
RED BULL – VOTO: 9,5
Il miglior risultato complessivo della stagione: doppio podio e passo gara di altissimo livello.
MAX VERSTAPPEN – VOTO: 9,5
P8 in qualifica sembrava un risultato molto al di sotto del potenziale. In gara cambia completamente il quadro. Supera progressivamente i rivali, passa Piastri al restart e mette Russell sotto pressione fino alla linea. Chiudere a 0,196 secondi partendo ottavo è un esempio perfetto di massimizzazione.
ISACK HADJAR – VOTO: 9,5
Rientrare dopo tre GP e qualificarsi quarto sarebbe già stato un segnale eccellente. Concludere terzo rende il weekend eccezionale. Hadjar ha gestito problemi fisici recenti, difficoltà tecniche nelle prime prove e una gara complessa senza perdere precisione. È uno dei risultati più significativi del weekend in prospettiva driver development.
FERRARI – VOTO: 7,5
Ferrari mostra velocità soprattutto sul giro singolo, ma in gara non riesce a sostenere il ritmo di Mercedes e Red Bull.
CHARLES LECLERC – VOTO: 8
Secondo in qualifica per appena un millesimo su Piastri. In gara perde terreno rispetto alle Red Bull ma resta solido, evita errori e difende P4 da Antonelli nel finale. È un risultato di valore in una domenica nella quale Ferrari non aveva il passo per il podio.
LEWIS HAMILTON – VOTO: 7
Terzo in FP3, sesto in qualifica e sesto in gara. Dopo essere stato superato da Verstappen, approfitta degli errori di Norris e resta a lungo nella zona alta. Nel finale non riesce a contenere Antonelli. Weekend pulito, ma senza la conversione che il ritmo iniziale poteva far sperare.
McLAREN – VOTO: 6
Baku è un weekend durissimo: da una potenziale presenza sul podio a zero punti.
OSCAR PIASTRI – VOTO: 7
Terzo in qualifica a 0,001 da Leclerc, secondo al via e per gran parte della gara in posizione da podio. Difende a lungo su Verstappen. Il bloccaggio a Turn 1 dopo la seconda Safety Car è però decisivo e lo fa precipitare fino a P15, poi P14 al traguardo. Una singola imprecisione cancella un lavoro molto forte.
LANDO NORRIS – VOTO: 6,5
P5 in qualifica, ma la gara è complicata da una velocità sul dritto non sufficiente e da diversi bloccaggi. Viene poi coinvolto senza responsabilità nell’incidente Colapinto-Gasly. Il DNF non è una misura corretta della sua responsabilità, ma il weekend resta inferiore agli standard recenti.
ALPINE – VOTO: 6,5
Il risultato finale è zero, ma la prestazione era molto migliore.
PIERRE GASLY – VOTO: 8
Settimo in qualifica, confermando la crescita Alpine. In gara era ancora in posizione utile prima di essere coinvolto nel contatto provocato dal bloccaggio di Colapinto. Il DNF non deve cancellare la qualità del weekend.
FRANCO COLAPINTO – VOTO: 5
Q3 e P9 in griglia dopo la penalità di Sainz mostravano un buon potenziale. Il restart cambia tutto: il bloccaggio con gomme e freni freddi porta al contatto con Gasly e, indirettamente, Norris. Ha riconosciuto la responsabilità. Ora il valore del weekend dipenderà dalla capacità di imparare dall’episodio.
RACING BULLS – VOTO: 7,5
ARVID LINDBLAD – VOTO: 8,5
Dopo l’incidente in FP2 e una qualifica difficile, risponde con una gara eccellente: da P15 a P7, superando Ocon praticamente sulla linea. La capacità di reset dopo l’errore del giovedì è il dato più importante.
LIAM LAWSON – VOTO: 6,5
Parte P11 dopo le penalità in griglia e resta in lotta per i punti. Il contatto con Lindblad al restart compromette il risultato. P12 non riflette completamente la velocità mostrata.
HAAS – VOTO: 8,5
Primo doppio piazzamento a punti della stagione.
ESTEBAN OCON – VOTO: 8
Da P13/P14 in qualifica a P8 al traguardo. Perde P7 per 0,030 secondi, ma porta quattro punti preziosi.
OLIVER BEARMAN – VOTO: 8
Sfiora Q3 e parte nella top ten dopo la penalità di Sainz. P9 in gara completa una domenica molto positiva per Haas. È un altro weekend nel quale Bearman mostra capacità di stare stabilmente nel gruppo centrale.
WILLIAMS – VOTO: 6
CARLOS SAINZ – VOTO: 7
La qualifica era stata positiva, ma la penalità di cinque posizioni per bandiere gialle lo fa partire P14. Recupera fino al decimo posto e porta a casa un punto.
ALEX ALBON – VOTO: 5
P13 in qualifica e possibilità concreta di lottare per i punti. Il bloccaggio e l’impatto a Turn 6 causano la prima Safety Car e chiudono la sua gara. È l’errore che cambia l’architettura dell’intero GP.
AUDI – VOTO: 6,5
NICO HÜLKENBERG – VOTO: 7
Eliminato in Q1, recupera fino a P11 e arriva a meno di un secondo da Sainz. Massimizza una domenica iniziata in posizione difficile.
GABRIEL BORTOLETO – VOTO: 6,5
P17 in qualifica e P13 in gara. Recupero ordinato, senza però trovare il passo necessario per entrare nella zona punti.
ASTON MARTIN – VOTO: 4,5
Weekend condizionato da affidabilità e penalità.
FERNANDO ALONSO – VOTO: 5,5
Qualifica difficile e ritiro dopo 20 giri per problemi tecnici. Poche possibilità reali di incidere.
LANCE STROLL – VOTO: 5
Problemi tecnici già durante il weekend, penalità legate alla power unit e ritiro dopo sette giri per un problema di pressione dell’acqua. Valutazione limitata dalla mancanza di chilometri.
CADILLAC – VOTO: 5
SERGIO PEREZ – VOTO: 5,5
Qualifica compromessa anche dalla penalità per impeding; in gara conclude P15, ultimo dei piloti a pieni giri.
VALTTERI BOTTAS – VOTO: 4,5
Weekend difficile concluso dall’incidente nelle fasi finali. Il suo stop crea la bandiera gialla che aggiunge l’ultima tensione al duello Russell-Verstappen.
CHAMPIONSHIP PERSPECTIVE
Baku modifica il tono del mondiale senza cambiare il leader. Antonelli resta primo, ma il vantaggio su Russell scende da 81 a 66 punti. Il dato è importante perché arriva dopo due weekend nei quali il giovane italiano aveva costruito un margine enorme.
Russell aveva bisogno di una risposta e l’ha prodotta nel modo più netto possibile: pole dominante e vittoria. Antonelli, però, ha evitato che il proprio errore diventasse un disastro. I dieci punti di P5 sono esattamente il tipo di risultato che può diventare decisivo a fine stagione.
Hamilton resta terzo a 191 punti, Norris quarto a 186, Leclerc quinto a 167 e Verstappen sale a 145. La seconda parte del mondiale non riguarda quindi soltanto Mercedes: Red Bull ha ritrovato competitività, Ferrari resta costante nella zona alta e McLaren conserva il potenziale per vincere pur uscendo da Baku senza punti.
WEEKEND HIGHLIGHTS
DRIVER OF THE WEEKEND – GEORGE RUSSELL – VOTO 10
Pole, vittoria, giro più veloce e gestione perfetta della pressione.
COMEBACK OF THE WEEKEND – ISACK HADJAR
Tre GP fuori, poi P4 in qualifica e P3 in gara. Una risposta fisica e mentale di grande livello.
RECOVERY OF THE WEEKEND – KIMI ANTONELLI
Da un Q1 terminato contro il muro a P5. Non il weekend più veloce, ma uno dei più istruttivi.
MIDFIELD PERFORMANCE OF THE WEEKEND – ARVID LINDBLAD
Da P15 a P7 dopo l’incidente del giovedì.
TEAM RESULT OF THE WEEKEND – RED BULL
P2 e P3, miglior risultato complessivo dell’anno.
DISAPPOINTMENT OF THE WEEKEND – McLAREN
Una vettura in P2 per gran parte della gara e due piloti potenzialmente a punti: il risultato finale è zero.
CONCLUSIONI DAG MANAGEMENT
Baku 2026 ha dimostrato ancora una volta che un weekend di Formula 1 è una somma di prestazioni individuali, esecuzione tecnica, strategia, affidabilità, comunicazione e capacità di reagire.
Russell ha mostrato cosa significa dominare un weekend senza permettere alle neutralizzazioni di cancellare il lavoro costruito. Verstappen ha mostrato cosa significa massimizzare quando la qualifica non offre la posizione desiderata. Hadjar ha mostrato il valore della preparazione nel rientro. Antonelli ha mostrato che la maturità non si misura soltanto nelle vittorie, ma nella qualità della risposta dopo un errore.
Piastri e Gasly sono due esempi opposti ma ugualmente importanti del perché la classifica finale non possa essere l’unico metro. Il primo aveva costruito una gara da podio prima di un singolo bloccaggio; il secondo aveva prodotto un weekend molto competitivo prima di essere eliminato da una dinamica al restart.
Per un management, questa distinzione è fondamentale. Il risultato è ciò che resta negli albi d’oro. La performance è ciò che dobbiamo analizzare per costruire il futuro.
A Baku, George Russell ha avuto entrambe.
Ma forse la lezione più utile del weekend è un’altra: quando il margine di errore è minimo, la vera qualità non è evitare per sempre gli errori. È sapere cosa fare immediatamente dopo.
NEXT STOP – MALESIA
La Formula 1 prosegue verso la Malesia, seconda tappa del triple-header. Sepang proporrà condizioni completamente diverse: caldo, umidità, carichi laterali e gestione termica diventeranno centrali.
Russell arriva con slancio. Antonelli con una risposta da costruire già dal venerdì. Red Bull con il miglior risultato dell’anno, Ferrari con continuità ma ancora senza la conversione definitiva, McLaren con la necessità di reagire. Dopo Baku, il mondiale è ancora più interessante.

