JULIA ANGELARD ON THE PODIUM AT THE ASPAR CIRCUIT!

Second place on Saturday is a great omen for the season finale

 

  • The fourth round of Champions of the Future Academy, held last weekend, brought a strong second place to Julia Angelard in Saturday’s competition final.
  • The teenage Polish driver showed great pace throughout Saturday, regularly placing among the leaders and taking 2nd and 3rd place in Saturday’s qualifying heats.
  • Sunday’s competition brought a less satisfactory result, but despite this, before the final event of the season, Julia is 5th in the overall series standings with 247 points, and the fight for the podium is still possible.

Second place in Saturday’s final at the Aspar Circuit in Valencia, Spain, was the highlight of Julia Angelard’s fourth round of the Champions of the Future Academy series. The Polish driver, representing the F1 Academy Discover Your Drive program, demonstrated excellent pace among competitors from 24 nations around the world, securing a place among the very top and ultimately maintaining fifth place in the series’ overall standings.

Golden Saturday in Valencia

Saturday’s competition was dominated by Julia from the very beginning. The Polish driver quickly found her rhythm, posting the fourth fastest time in official practice and fifth fastest in qualifying. In the qualifying heats, she showcased her full potential, finishing second and third, respectively. Julia Angelard started the final race from a commanding third position, and after a fierce and mature battle on the track, she crossed the line in second place, securing another podium finish this year. The F1 Academy Discover Your Drive representative lost just 0.042 seconds to the race leader, attempting to attack him during the race, but it wasn’t possible.

Sunday challenges and time penalty

The second day of competition brought significantly more excitement and mixed fortunes, given the technical difficulties the Polish teenager faced. After an 11th-place qualifying and a more challenging first heat (P19), Julia demonstrated tremendous fortitude in the second qualifying heat, moving up to 7th. As a result, the teenage driver started Sunday’s final from 10th on the grid. However, during the fierce battle in the crush, she made contact with another kart, resulting in the judges imposing a 5-second penalty on the Polish driver for her front bumper. As a result, Julia was classified 20th in Sunday’s final.

Julia Angelard: second place in the final is a reward for hard work

“Saturday was simply fantastic for us. The kart performed perfectly, and I felt very confident from the very first time I hit the track. Second place in the final is a reward for hard work – both mine and the mechanics’. Sunday showed how unpredictable and demanding karting is at this level – yet the most important thing is that the valuable experience from Saturday stays with us. I want to maintain a high pace, and we’re focusing solely on the final round at my favorite karting track,” emphasizes the DAG Management protégé.

The season is coming to an end

After four challenging rounds, Julia Angelard sits in a respectable 5th place overall in the Champions of the Future Academy OK-N Junior category, with 247 points. The final, decisive round of the season will take place from November 13th to 15th, 2026, at the Franciacorta Karting Track in Italy, a track well-known to the Polish teenager.

Julia also faces the fourth and final round of the Polish Karting Championship – where she’s also vying for the highest possible podium position in the overall standings – and the FIA ​​Karting World Cup in Viterbo. Meanwhile, the teenage Polish driver is already preparing for the 2027 season.

FORMULA 1 – GRAN PREMIO D’ITALIA 2026

Monza non è mai una gara come le altre. Velocità, storia e pressione rendono il Gran Premio d’Italia uno degli appuntamenti più attesi della stagione, su un circuito dove efficienza, gestione dell’energia e precisione fanno la differenza.

Il weekend 2026 ha avuto tre volti: Pierre Gasly, autore della prima pole in carriera con Alpine; Ferrari, competitiva ma incapace di concretizzare davanti ai propri Tifosi; e soprattutto Kimi Antonelli, protagonista di una rimonta straordinaria dal 19° al 1° posto.

Per DAG Management, Monza ha confermato quanto il risultato finale sia il prodotto di un intero weekend: preparazione, strategia, gestione e capacità di eseguire sotto pressione.

Venerdì

Mercedes e Ferrari hanno mostrato fin da subito un passo competitivo. Russell ha chiuso FP2 davanti a Leclerc e Antonelli, mentre McLaren è apparsa leggermente più in difficoltà.

Per Antonelli, però, il venerdì aveva un obiettivo diverso: la penalità legata alla power unit lo avrebbe costretto a partire 19°, spingendo Mercedes a lavorare soprattutto sul passo gara, sul traffico e sulla gestione degli pneumatici. Una preparazione che si sarebbe rivelata decisiva.

Qualifiche

Il sabato ha regalato la sorpresa del weekend: Pierre Gasly ha conquistato la prima pole della carriera, battendo Russell di appena 0,060 secondi. Alpine ha confermato la propria competitività portando anche Colapinto in Q3.

Russell ha ottenuto la prima fila, mentre Leclerc e Hamilton hanno chiuso quarto e quinto. Piastri, terzo sul cronometro, è scivolato al sesto posto per penalità.

Antonelli, già destinato al fondo della griglia, ha concentrato il lavoro sulla gara.

Gara

La domenica è iniziata con il ritiro di Charles Leclerc al secondo giro, un duro colpo per Ferrari davanti al pubblico di casa.

Russell ha controllato la prima fase, mentre Antonelli ha iniziato una rimonta paziente e precisa. La svolta è arrivata con la Virtual Safety Car, sfruttata da Mercedes per fermare Antonelli e montare gomme medie nuove. Russell è invece rimasto in pista con hard usate.

Il vantaggio degli pneumatici ha permesso a Kimi di recuperare rapidamente. Nel duello finale con Russell è arrivata anche una breve escursione sulla ghiaia, ma Antonelli ha reagito immediatamente e ha completato il sorpasso decisivo.

Pagelle DAG Management

Mercedes – Voto: 10

La prestazione di squadra più completa del weekend.

Mercedes non ha conquistato la pole, ma ha interpretato la gara meglio di chiunque altro. La vettura di Russell era preparata per lottare davanti; il programma di Antonelli era stato adattato alla penalità e alla necessità di sorpassare. Questa è gestione operativa intelligente.

La squadra ha poi trasformato due scenari completamente diversi in una doppietta. La decisione sotto VSC ha dato ad Antonelli il vantaggio di pneumatici, ma la strategia da sola non ha vinto la gara. Il pilota doveva comunque attraversare il gruppo, ridurre il distacco e superare Russell.

L’unico elemento delicato è stato che la vittoria finale si è decisa attraverso un confronto diretto tra i due piloti Mercedes. Dal punto di vista sportivo, però, lasciarli correre ha prodotto una conclusione all’altezza del weekend.

Kimi Antonelli – Voto: 10

Il pilota del weekend e una delle prestazioni della stagione.

Partire 19° per una penalità motore eliminava la possibilità di controllare la gara attraverso la posizione in pista. Antonelli doveva quindi costruire il risultato con sorpassi, gestione gomme e capacità decisionale.

Il lavoro del venerdì era stato volutamente orientato sul passo gara e sul traffico. Domenica quel lavoro è diventato visibile. Ha avanzato senza contatti inutili, mantenuto il ritmo e si è messo nella posizione ideale per sfruttare la VSC.

L’escursione sulla ghiaia mentre attaccava Russell è stata un avvertimento. Per alcuni secondi la vittoria avrebbe potuto svanire. La sua reazione è stata eccezionale: nessun panico, nessun crollo emotivo, semplicemente un reset e un nuovo attacco.

Superare il compagno di squadra e rivale per il campionato ha reso il risultato ancora più significativo.

C’è poi il contesto emotivo. Monza non è un territorio neutrale per Antonelli. Il rumore, le aspettative e il simbolismo intorno a un pilota italiano che corre in casa creano una pressione impossibile da misurare con il cronometro. Partire dal fondo e vincere dimostra una capacità insolita di separare l’emozione dall’esecuzione.

Non è stata soltanto una rimonta. È stata una dichiarazione da campione.

George Russell – Voto: 9,5

Il secondo posto di Russell non deve essere ridimensionato dalla grandezza della vittoria di Antonelli.

Ha qualificato in prima fila, gestito molto bene la fase iniziale e trascorso gran parte della gara in posizione per vincere. Il ritmo era forte e l’esecuzione pulita.

Lo svantaggio decisivo è stato strategico e legato alle gomme. Quando Antonelli si è fermato sotto VSC per montare medie nuove, Russell è rimasto con hard usate. Da quel momento difendersi è diventato sempre più difficile.

Ha comunque costretto Antonelli a guadagnarsi il sorpasso e ha portato a casa 18 punti preziosi.

In quasi qualsiasi altro weekend, la sua prestazione sarebbe stata il titolo principale. A Monza è stato battuto da una rimonta straordinaria dall’altra parte del box.

Red Bull – Voto: 8

Una risposta importante dopo la delusione di Zandvoort.

La Red Bull non sembrava la vettura più veloce in assoluto, ma Verstappen ha dimostrato ancora una volta quanto riesca a estrarre quando un podio è disponibile.

Il weekend di Lawson è stato molto più complicato a causa delle penalità e della partenza dalla pit lane.

Max Verstappen – Voto: 9

Una gara determinata, aggressiva ed estremamente efficace.

Verstappen ha ottenuto il sesto tempo in qualifica ed è partito quinto dopo la penalità di Piastri. È rimasto nella lotta, ha completato diversi sorpassi decisi e ha infine conquistato il terzo posto.

Il risultato era importante dopo il ritiro precoce di Zandvoort. Ha dimostrato che Red Bull può ancora lottare nelle prime posizioni sui circuiti dove efficienza sul dritto e fiducia in frenata possono essere sfruttate.

Non aveva il passo complessivo per sfidare Mercedes per la vittoria, ma il terzo posto rappresenta un ottimo massimo risultato.

Liam Lawson – Voto: 6

Un secondo weekend da sostituto molto più difficile dopo l’ottima prestazione di Zandvoort.

La qualifica di Lawson è stata compromessa dall’impeding di Piastri e il weekend è stato ulteriormente complicato dalle penalità legate alla power unit e dalle modifiche che lo hanno portato a partire dalla pit lane.

Da quella posizione, il 14° posto rappresenta una rimonta più che una fotografia del suo potenziale. Anche il duello con Hülkenberg in curva 4 è finito sotto l’attenzione dei commissari.

È mancato il risultato di Zandvoort, ma il contesto era significativamente più difficile.

McLaren – Voto: 7,5

Monza ha sottoposto McLaren a una sfida diversa.

La vettura non aveva lo stesso vantaggio relativo mostrato su altri circuiti e durante il weekend entrambi i piloti hanno manifestato problemi di fiducia in frenata. Anche l’esecuzione della qualifica non è stata perfetta.

Nonostante questo, McLaren ha portato entrambe le vetture al quarto e quinto posto, separate da soli 0,197 secondi. È un’importante operazione di contenimento.

Lando Norris – Voto: 8

Norris è partito ottavo dopo una qualifica difficile nella quale non riusciva a trovare la necessaria fiducia in frenata.

La gara è stata molto migliore. È avanzato progressivamente, ha evitato i problemi della fase iniziale e si è portato fino al quarto posto.

Il duello finale con Piastri è stato estremamente ravvicinato. Norris ha mantenuto la posizione fino al traguardo per meno di due decimi.

Dopo le vittorie in Ungheria e Olanda, Monza non era un weekend da vittoria, ma è stato un buon esempio di come massimizzare un pacchetto non perfettamente adatto alla pista.

Oscar Piastri – Voto: 7,5

La velocità pura di Piastri in qualifica valeva il terzo posto, ma la penalità per aver ostacolato Lawson lo ha fatto scendere al sesto posto in griglia e ha modificato la sua domenica.

È riuscito a recuperare nel gruppo di testa e ha chiuso a soli 0,197 secondi da Norris.

La velocità era chiaramente presente. L’elemento negativo principale è stato l’episodio della qualifica, perché a Monza ogni posizione in griglia influenza il rischio del primo giro e la possibilità di controllare la strategia.

Prestazione forte, ma weekend non completamente massimizzato.

Ferrari – Voto: 5,5

La squadra emotivamente più difficile da valutare.

Ferrari aveva velocità. Il venerdì lo aveva dimostrato e in qualifica entrambe le vetture erano rimaste vicine ai primi. A Monza, però, il potenziale viene giudicato con maggiore severità perché l’aspettativa è unica.

L’incidente di Leclerc al secondo giro ha eliminato immediatamente una vettura. Hamilton ha recuperato fino al sesto posto, ma un sesto posto non può soddisfare Ferrari nel Gran Premio di casa dopo quanto mostrato nelle sessioni precedenti.

La conclusione dolorosa è che gli ingredienti per un risultato migliore c’erano, ma non sono stati trasformati in risultato.

Charles Leclerc – Voto: 4,5

Un weekend iniziato con grandi promesse e terminato quasi immediatamente.

Leclerc era veloce venerdì e ha ottenuto il quarto tempo in qualifica, diventato terzo sulla griglia ufficiale. Aveva una reale opportunità di lottare nelle prime posizioni.

L’incidente al secondo giro all’ultima curva ha cancellato tutto.

L’aspetto più importante è che sia uscito illeso dopo un impatto pesante. Dal punto di vista sportivo, però, è stato un errore estremamente costoso nel luogo peggiore possibile.

A Monza, un ritiro Ferrari ha un peso emotivo diverso. La delusione non appartiene soltanto al pilota: attraversa l’intera tribuna.

Lewis Hamilton – Voto: 7,5

Dopo il ritiro di Leclerc, Hamilton è diventato l’unica vera possibilità Ferrari di portare a casa punti importanti.

Il suo weekend non era stato perfetto, ma è rimasto lucido attraverso le interruzioni e ha portato la vettura al sesto posto.

Il risultato è inferiore alle ambizioni Ferrari, ma il ruolo di Hamilton è diventato quello di limitare i danni. In questo contesto, ha conquistato punti utili senza aggravare ulteriormente una domenica già dolorosa.

Alpine – Voto: 9

Una delle grandi storie del weekend.

La prima pole di Gasly è stata conquistata con merito. La vettura era realmente competitiva in qualifica e l’accesso di Colapinto alla Q3 ha confermato che la prestazione Alpine non era limitata a un singolo giro eccezionale.

La gara ha mostrato la differenza tra il picco prestazionale della qualifica e la solidità sulla distanza, ma il settimo e nono posto hanno comunque consegnato alla squadra una preziosa doppia zona punti.

Pierre Gasly – Voto: 9

La prestazione in qualifica merita da sola un 10.

Gasly ha sfruttato perfettamente l’opportunità, battendo Russell di 0,060 secondi e conquistando la sua prima pole in Formula 1 proprio sul circuito dove nel 2020 aveva ottenuto la prima vittoria.

La domenica è stata più difficile. Alpine non è riuscita a mantenere la stessa prestazione relativa sui 53 giri e Gasly è progressivamente scivolato indietro.

Il settimo posto può sembrare deludente partendo dalla pole, ma il weekend complessivo resta un risultato enorme. Gasly ha portato Alpine al centro dell’attenzione della Formula 1 attraverso la prestazione pura.

Franco Colapinto – Voto: 8

Un weekend di supporto molto forte per Alpine.

Colapinto ha raggiunto la Q3 ed è partito settimo dopo l’applicazione delle penalità. In gara ha vissuto un’escursione fuori pista, ma ha recuperato abbastanza bene da chiudere nono.

Il suo risultato è importante perché conferma la competitività del pacchetto Alpine. La pole di Gasly è spettacolare, ma due vetture in Q3 e due vetture a punti indicano un progresso più ampio.

Racing Bulls – Voto: 8

Weekend molto efficace.

Lindblad ha prodotto una delle migliori prestazioni del midfield, mentre Tsunoda ha reagito a una qualifica difficile conquistando l’ultimo punto disponibile.

Arvid Lindblad – Voto: 8,5

Weekend impressionante, costruito su fiducia in qualifica e disciplina in gara.

Lindblad ha raggiunto la Q3, è partito nono e ha concluso ottavo. A Monza, dove un errore in frenata o un’escursione può distruggere rapidamente una gara, il suo controllo è stato particolarmente significativo.

Ha trasformato una buona posizione di partenza in punti senza creare problemi inutili.

Yuki Tsunoda – Voto: 7

La qualifica è stata deludente, con l’eliminazione in Q1. La gara è stata migliore.

Ha recuperato fino al decimo posto conquistando l’ultimo punto mondiale. Non una prestazione spettacolare, ma una risposta utile dopo il sabato e un contributo alla doppia zona punti Racing Bulls.

Audi – Voto: 7

Vicino ai punti, ma appena fuori.

Bortoleto e Hülkenberg hanno concluso 11° e 12°, mostrando un pacchetto di centro gruppo abbastanza consistente ma privo dell’ultimo margine necessario per segnare punti.

Gabriel Bortoleto – Voto: 7,5

Bortoleto ha mancato la Q3 per appena 0,001 secondi, un dato che mostra quanto fosse competitivo.

È partito decimo dopo le penalità e ha chiuso 11°. Perdere i punti per una posizione è frustrante, ma il weekend ha nuovamente mostrato una buona esecuzione sul giro secco e una maturità crescente.

Nico Hülkenberg – Voto: 6,5

Hülkenberg ha ottenuto il 13° tempo in qualifica e ha concluso 12°.

Il duello in curva 4 con Lawson è stato esaminato dai commissari, ma nel complesso la sua gara è stata una solida prestazione di centro gruppo.

Ad Audi sono semplicemente mancati gli ultimi decimi per trasformare un ritmo rispettabile in punti.

Williams – Voto: 5,5

Weekend difficile che non si è trasformato nell’opportunità che Williams avrebbe potuto sperare su un circuito a basso carico.

Sainz ha concluso 13°, mentre la penalità power unit di Albon lo ha costretto a una gara di rimonta dal fondo.

Carlos Sainz – Voto: 6

Sainz ha ottenuto il 15° tempo in qualifica e ha concluso 13°.

Nessun errore importante, ma anche nessuna strada realistica verso la zona punti. Il risultato riflette più i limiti del pacchetto a Monza che una prestazione individuale particolarmente negativa.

Alex Albon – Voto: 5,5

Il weekend di Albon era compromesso già prima della gara dalla penalità che lo costringeva a partire dal fondo.

Williams lo ha inoltre utilizzato tatticamente in qualifica per offrire una scia a Sainz. La domenica è diventata quindi soprattutto un esercizio di recupero, concluso al 17° posto.

Haas – Voto: 5,5

Haas aveva mostrato segnali incoraggianti venerdì, soprattutto con Bearman e il pacchetto aggiornato, ma la gara non ha trasformato quelle indicazioni in punti.

Oliver Bearman – Voto: 6

Bearman ha mostrato un ritmo interessante durante il weekend e ha qualificato 12°.

Ha chiuso 15°, davanti a Ocon, ma la gara non si è mai aperta in una reale opportunità di zona punti.

L’aspetto positivo è che la vettura aggiornata è apparsa più sfruttabile rispetto ad alcuni weekend precedenti.

Esteban Ocon – Voto: 5,5

Ocon ha qualificato 16° e concluso 16°.

Weekend tranquillo e difficile. La vettura non gli ha offerto la piattaforma necessaria per diventare un protagonista del centro gruppo.

Aston Martin – Voto: 4

Monza ha esposto brutalmente i limiti del pacchetto Aston Martin.

Entrambe le vetture sono state eliminate in Q1, entrambe sono partite dalla parte posteriore dello schieramento ed entrambe si sono ritirate.

Fernando Alonso – Voto: 5

Alonso ha ottenuto il 21° tempo in qualifica ed è poi partito dalla pit lane dopo modifiche alla power unit in regime di Parc Fermé.

La gara era già in salita prima ancora di iniziare. Successivamente è rientrato ai box con sospetti danni alla vettura e si è ritirato.

Il pilota ha avuto pochissime possibilità di influenzare il risultato finale.

Lance Stroll – Voto: 4,5

Stroll ha qualificato 22° e ha sofferto le stesse limitazioni fondamentali sul dritto.

La sua gara è terminata per un problema idraulico.

Un weekend da dimenticare, ma anche un appuntamento che ha identificato chiaramente il tipo di circuito sul quale Aston Martin rimane particolarmente vulnerabile.

Cadillac – Voto: 4,5

Cadillac continua il proprio anno di sviluppo e Monza ha nuovamente mostrato il distacco dal midfield consolidato.

Nessuna delle due vetture ha raggiunto la Q2 ed entrambe hanno concluso in fondo al gruppo dei classificati.

Sergio Perez – Voto: 5

Perez ha qualificato 20° e concluso 18°.

Non esisteva una reale opportunità di zona punti, ma ha completato la gara aggiungendo un’altra distanza completa di dati utili al progetto in sviluppo.

Valtteri Bottas – Voto: 4,5

Bottas ha qualificato 19° e concluso 19°.

Weekend difficile con possibilità competitive limitate. Il valore principale rimane il chilometraggio, l’apprendimento e la comprensione delle aree in cui il pacchetto perde prestazione.

Prospettiva Campionato

Monza è stata significativa ben oltre i 25 punti assegnati alla vittoria.

Antonelli è arrivato al weekend sapendo che sarebbe partito dal fondo per la penalità legata alla power unit. Russell, uno dei suoi principali rivali per il campionato, partiva dalla prima fila. Sulla carta, era un weekend nel quale Antonelli avrebbe dovuto pensare soprattutto a limitare i danni.

Invece ha vinto.

Questo cambia il significato psicologico della lotta mondiale. Un pilota capace di trasformare un weekend compromesso in una vittoria costringe i rivali a comprendere che persino le circostanze favorevoli potrebbero non essere sufficienti.

Russell rimane estremamente forte e la prestazione di Monza conferma che può lottare per la vittoria ogni volta che Mercedes gli offre la piattaforma necessaria. Norris e McLaren restano pericolosi, anche se Monza era meno adatta al loro pacchetto. Il podio di Verstappen conferma che Red Bull non può essere ignorata.

Ma il risultato di Antonelli a Monza possiede una qualità diversa. Dimostra resilienza.

I campionati raramente si vincono soltanto nei weekend dominanti. Si vincono trasformando quelli difficili, minimizzando le perdite e, qualche volta, trasformando ciò che avrebbe dovuto essere un esercizio di contenimento nel massimo risultato possibile.

Weekend Highlights

Pilota del Weekend – Kimi Antonelli – Voto: 10

Dal 19° al primo posto a Monza.

I numeri sono già potenti, ma il contesto rende la prestazione ancora più grande: pressione di casa, lotta mondiale, confronto diretto con il compagno di squadra e un errore tardivo che avrebbe potuto cancellare la vittoria.

Ha assorbito tutto e ha comunque vinto.

Prestazione in Qualifica del Weekend – Pierre Gasly – Voto: 10

La prima pole in Formula 1 di Gasly è stata uno dei momenti sportivi più puri del weekend.

Alpine gli ha dato una vettura competitiva. Gasly ha poi realizzato il giro.

Questa distinzione conta. Le opportunità a questo livello sono rare; trasformarle in risultato è ciò che separa una prestazione memorabile da una semplicemente promettente.

Team del Weekend – Mercedes – Voto: 10

Una doppietta ottenuta attraverso due scenari di gara completamente diversi.

Russell ha lottato davanti. Antonelli ha lottato dal fondo. Mercedes ha preparato entrambe le vetture in funzione delle rispettive esigenze e si è garantita flessibilità strategica quando è arrivata la VSC.

Emozione del Weekend – Antonelli vincitore in casa

Alcune vittorie valgono emotivamente più di quanto possa mostrare la classifica.

Per un pilota italiano, vincere a Monza significa portare l’aspettativa del pubblico in ogni staccata e in ogni decisione.

Antonelli ha trasformato quella pressione in prestazione.

Delusione del Weekend – Ferrari

La velocità c’era. L’opportunità c’era. I Tifosi c’erano.

Il risultato no.

Il ritiro precoce di Leclerc e il sesto posto di Hamilton hanno lasciato Ferrari con molto meno di quanto sembrava possibile venerdì e sabato.

Conclusioni DAG Management

Il Gran Premio d’Italia ha offerto uno degli esempi più chiari di ciò che DAG Management considera una prestazione completa.

Le carriere nel motorsport vengono spesso giudicate dall’esterno attraverso numeri semplici: posizione in qualifica, posizione finale, punti, vittorie.

All’interno dello sport, l’analisi deve andare più in profondità.

La vittoria di Antonelli è iniziata venerdì, quando Mercedes ha accettato la realtà della penalità e ha adattato il suo programma. È proseguita nei primi giri, quando ha resistito alla tentazione di forzare ogni sorpasso immediatamente. Si è costruita attraverso la gestione degli pneumatici e il posizionamento. È diventata possibile grazie alla Virtual Safety Car. Ed è stata completata attraverso l’esecuzione quando ha finalmente raggiunto Russell.

La VSC ha creato un’opportunità. Non ha creato la vittoria.

Antonelli doveva ancora utilizzare le gomme nuove, ridurre il distacco, recuperare dall’escursione sulla ghiaia e superare uno dei piloti più forti della griglia.

È per questo che Monza conta.

Per Gasly e Alpine, il weekend offre un’altra lezione: l’eccellenza in qualifica può cambiare la percezione di un intero progetto. La pole è stata il premio per il progresso tecnico e la fiducia del pilota, anche se il passo gara ha impedito alla favola di continuare domenica.

Per Ferrari, la lezione è più dura. Il potenziale deve diventare risultato. A Monza l’emozione amplifica tutto: il successo diventa indimenticabile, ma le occasioni perse fanno ancora più male.

McLaren ha dimostrato il valore del contenimento dei danni. Red Bull ha dimostrato il valore di avere un pilota capace di estrarre un podio quando la vittoria non è disponibile. Racing Bulls ha massimizzato la propria opportunità nel midfield. Audi ci è andata vicina. Aston Martin e Cadillac hanno ricevuto un’altra indicazione chiara sul lavoro di sviluppo ancora necessario.

Ma l’immagine che resta è Antonelli.

Un pilota italiano, a Monza, partito 19° e arrivato primo.

Dal punto di vista del management, la parte più impressionante non è il romanticismo della storia. È il processo che c’è dietro: preparazione, adattamento, pazienza, capacità decisionale, recupero ed esecuzione.

Il talento rende un pilota veloce.

La capacità di combinare tutti questi elementi è ciò che rende un pilota capace di vincere campionati.

Monza 2026 non è stata semplicemente un’altra vittoria per Kimi Antonelli.

È stata il tipo di gara che può diventare parte dell’identità di un pilota.

SEI PILOTI IN PISTA, DUE VITTORIE E TRE ULTERIORI PODI PER DAG MANAGEMENT

Un altro weekend internazionale intenso e ricco di emozioni per DAG Management, impegnata contemporaneamente su tre diversi fronti tra Spagna, Italia e India.

Il Race Weekend 36 ha visto sei nostri piloti scendere in pista in tre competizioni differenti: il Champions of the Future Academy Program a Valencia, l’ACI Campionato Italiano GT Endurance a Imola e il MECO FMSCI Indian National Karting Championship – RMC India.

Tre circuiti, categorie e contesti completamente diversi, ma un unico filo conduttore: competitività, crescita e risultati.

Il bilancio del weekend parla di cinque risultati da podio: due vittorie e tre ulteriori podi, oltre a una pole position di classe, leadership di campionato consolidate e numerose prestazioni di alto livello.

Al di là dei risultati, ciò che rende DAG Management particolarmente soddisfatta è il percorso dei propri piloti. Ogni weekend rappresenta un nuovo capitolo nella loro crescita e ogni risultato – dal podio a una gara difficile – offre informazioni ed esperienza preziose per il lavoro che viene svolto insieme.

Siamo orgogliosi dell’impegno dimostrato da tutti e sei i nostri piloti e profondamente grati alle famiglie, ai team, ai tecnici, ai partner e a tutte le persone che lavorano dietro le quinte rendendo possibili questi risultati.
CHAMPIONS OF THE FUTURE ACADEMY PROGRAM – VALENCIA
MIA ZANKI – OKJ-N
Un weekend difficile, ma tanta esperienza raccolta

Non tutti i weekend raccontano la propria storia attraverso un trofeo o un risultato finale. Quello di Valencia è stato per Mia Zanki uno di quei fine settimana in cui il valore più importante è rappresentato dall’esperienza accumulata e dalla capacità di continuare a lottare anche quando le circostanze non permettono di esprimere completamente il proprio potenziale.

Venerdì Mia aveva mostrato segnali interessanti, in particolare con il P5 nella prima Practice e il P7 nella terza sessione.

Sabato, dopo il P19 in qualifica, la prima Heat è stata complicata e l’ha vista perdere otto posizioni, mentre nella seconda è arrivata immediatamente una reazione positiva, con due posizioni recuperate e il P16 finale. Dopo le manche Mia occupava la P20. La Finale si è purtroppo conclusa anticipatamente.

Domenica Mia ha continuato a lavorare con determinazione. Dopo il P20 in qualifica, ha chiuso le due Heat rispettivamente in P20 e P21, arrivando alla Finale dalla P22.

Anche in questo caso, però, il risultato non racconta pienamente la gara: un problema al motore già in partenza ha compromesso le possibilità di Mia, costringendola successivamente al ritiro.

Un weekend quindi certamente non semplice e nel quale diversi episodi hanno impedito di raccogliere quanto sperato. Mia lascia Valencia P33 nella classifica del campionato, ma soprattutto con nuove informazioni ed esperienza sulle quali continuare a lavorare.

Anche i weekend più difficili fanno parte del percorso di crescita di un pilota. Continuiamo a credere nel lavoro e guardiamo già alla prossima opportunità con la stessa determinazione.
JULIA ANGELARD – OKJ-N
P2 nella Finale di sabato | P5 in campionato

Un weekend che ha mostrato ancora una volta il grande potenziale di Julia Angelard.

Fin dalle prime sessioni di venerdì Julia è stata tra le protagoniste assolute della categoria OKJ-N. P1 nel Run In, P3 nella prima Practice e nuovamente P1 nella seconda hanno immediatamente confermato velocità e feeling con il circuito di Valencia.

Sabato Julia ha trasformato questa competitività in un risultato importante. Dopo il P4 nella Non Qualifying Practice, ha ottenuto il P5 in qualifica. Da quel momento è iniziata una splendida progressione: P2 nella prima Heat dopo aver recuperato tre posizioni e P3 nella seconda con altre due posizioni guadagnate.

Terza assoluta dopo le manche, Julia ha completato una giornata eccellente con un’altra rimonta in Finale, conquistando uno straordinario P2 e portando a casa il primo trofeo del weekend per DAG Management.

La domenica è stata più complessa. Dopo il P11 in qualifica, una difficile prima Heat l’ha vista chiudere P19, mentre nella seconda Julia ha reagito con un convincente P7. In Finale ha concluso P20.

Il risultato di domenica non cambia la valutazione estremamente positiva del weekend: la velocità espressa, la capacità di recuperare posizioni e soprattutto il podio di sabato confermano ancora una volta Julia tra le protagoniste del campionato.

Dopo cinque round, occupa infatti la P5 nella classifica generale. Complimenti Julia: un altro trofeo meritato e un altro passo importante nel tuo percorso.
VANESA ŠILKŪNAITĖ – OK-N
P9 nella Finale di domenica | P8 in campionato

Weekend solido e in crescita per Vanesa Šilkūnaitė nella categoria OK-N.

Il lavoro è iniziato venerdì con una serie di sessioni consistenti, nelle quali Vanesa ha progressivamente costruito il proprio weekend, ottenendo P6, P10, P7 e P7 nelle quattro Practice.

Sabato, dopo il P9 nella Non Qualifying Practice, Vanesa si è qualificata P11. Nella prima Heat è riuscita a guadagnare una posizione chiudendo P10, mentre nella seconda ha terminato P12. In Finale ha concluso la giornata in P13.

La risposta della domenica è stata particolarmente positiva. Vanesa ha iniziato con un ottimo P4 nella Non Qualifying Practice. Dopo il P12 in qualifica, ha mantenuto la P12 nella prima Heat e ha recuperato fino alla P10 nella seconda, arrivando alla Finale dalla P11.

Proprio nella gara decisiva ha disputato una prestazione concreta e determinata, guadagnando altre posizioni e tagliando il traguardo in P9.

Una Top 10 che rappresenta un modo molto positivo di chiudere il weekend e che conferma la continuità del lavoro svolto durante la stagione. Dopo cinque round, Vanesa occupa la P8 nella classifica di campionato.

Siamo soddisfatti della sua capacità di reagire e continuare a costruire il weekend sessione dopo sessione, senza mai smettere di lavorare.
ACI CAMPIONATO ITALIANO GT ENDURANCE – IMOLA
MATTIA BUCCI – GT CUP, 1ª DIVISIONE PRO-AM
POLE POSITION DI CLASSE | P1 PRO-AM | LEADER DEL CAMPIONATO

Un weekend semplicemente straordinario per Mattia Bucci a Imola.

Mattia e il suo equipaggio hanno costruito il risultato con grande precisione durante tutte le sessioni del fine settimana, dimostrando fin dalle prove libere di avere il potenziale per lottare nelle posizioni di vertice della GT Cup Pro-Am.

Nelle tre Free Practice l’equipaggio ha ottenuto sempre la P3 di classe, preparando al meglio una sessione di qualifica nella quale il livello è ulteriormente salito.

Mattia ha aperto le qualifiche conquistando il P2 di classe. I successivi turni dell’equipaggio hanno prodotto un P1 e un altro P2 di classe: una prestazione complessiva che ha consegnato alla vettura la pole position di categoria.

La domenica è arrivata la conferma più importante. In una gara Endurance dove gestione, velocità, strategia e lavoro di squadra devono funzionare perfettamente insieme, l’equipaggio ha conquistato la vittoria nella classe Pro-Am, chiudendo P27 assoluto e soprattutto P1 di categoria.

Un successo dal valore ancora maggiore perché permette a Mattia di mantenere la leadership del campionato.

Vittoria, pole position e testa della classifica: difficile chiedere di più a un weekend.

Per DAG Management è una soddisfazione enorme vedere Mattia raccogliere risultati che premiano il lavoro, la costanza e la crescita mostrata durante tutta la stagione. Congratulazioni a lui, ai suoi compagni di equipaggio e a tutto il team per un risultato davvero importante.
MATTEO BERGONZINI – GT CUP, 2ª DIVISIONE AM
P3 DI CLASSE – PODIO A IMOLA

Finalmente il podio!

Un risultato che rende particolarmente felice DAG Management, perché premia la perseveranza e il lavoro portato avanti da Matteo Bergonzini durante la stagione.

Il weekend di Imola è iniziato con P4 di classe nella prima Free Practice, seguito dal P3 nella seconda e nuovamente dal P4 nella terza sessione.

In qualifica l’equipaggio ha alzato il livello della prestazione. La prima sessione ha portato un eccellente P1 di classe, seguita da due P2, compreso quello ottenuto direttamente da Matteo nel proprio turno di qualifica.

La base per un risultato importante era quindi stata costruita. Nella gara di domenica Matteo e il suo equipaggio hanno completato il lavoro conquistando il P3 di classe e salendo finalmente sul podio.

Una coppa che ha un significato particolare perché arriva dopo tanto lavoro e conferma i progressi compiuti.

Per Matteo questo podio deve rappresentare non un punto di arrivo, ma una nuova base dalla quale continuare a costruire. Siamo davvero felici di vederlo finalmente premiato da un risultato che meritava. Complimenti Matteo e complimenti a tutto l’equipaggio e al team.
MECO FMSCI INDIAN NATIONAL KARTING CHAMPIONSHIP – RMC INDIA – KARTOPIA
RIVAAN DEV PREETHAM – JUNIOR MAX
ROUND 4: VITTORIA | ROUND 5: P2 | LEADER DEL CAMPIONATO

Due round, due trofei e soprattutto la leadership del campionato confermata.

È stato un altro weekend di altissimo livello per Rivaan Dev Preetham in India, dove il nostro giovane pilota ha affrontato consecutivamente Round 4 e Round 5 del RMC India.

Il Round 4 è stato praticamente perfetto. Dopo il P9 nelle Official Practice, Rivaan ha cambiato completamente passo nel momento in cui contava davvero, conquistando la pole position in qualifica.

Da quel momento ha preso il controllo del weekend: P1 nella prima Heat, P2 nella seconda, P1 nel Warm-Up e ancora P1 nella Prefinale.

In Finale Rivaan ha completato il lavoro nel migliore dei modi, conquistando una splendida vittoria. Pole position, vittorie nelle fasi decisive e successo finale: una prestazione estremamente completa che dimostra ancora una volta velocità, maturità e capacità di gestire la pressione.

Nel Round 5 la situazione si è presentata differente. Rivaan aveva immediatamente confermato il proprio ritmo con il P1 nelle Official Practice, ma un set di pneumatici problematico ha condizionato la qualifica, chiusa in P5.

Da lì è iniziato un weekend di lotta e gestione: P5 nella prima Heat, P4 nella seconda, P2 nel Warm-Up e P6 nella Prefinale.

In Finale Rivaan ha però reagito da protagonista, recuperando fino a conquistare un eccellente P2.

Un secondo trofeo nello stesso weekend e, soprattutto, un risultato fondamentale in ottica campionato: Rivaan mantiene infatti la leadership della classifica.

Siamo estremamente orgogliosi del modo in cui sta affrontando questa stagione. Vincere quando tutto funziona è importante; riuscire a portare a casa un P2 e punti pesanti quando il weekend diventa più complicato è un altro segnale importante della maturità di un pilota.
DUE VITTORIE, TRE ULTERIORI PODI E SEI PERCORSI CHE CONTINUANO A CRESCERE
Il Race Weekend 36 si chiude quindi con un bilancio che rende DAG Management estremamente soddisfatta: sei piloti impegnati internazionalmente, due vittorie, tre ulteriori podi e risultati importanti in tre diversi Paesi.

Julia Angelard porta a casa il P2 a Valencia. Mattia Bucci conquista la vittoria Pro-Am a Imola, dopo la pole position di classe, e mantiene la leadership del campionato. Matteo Bergonzini sale sul terzo gradino del podio nella classe AM. Rivaan Dev Preetham conquista due trofei in India, con la vittoria nel Round 4 e il P2 nel Round 5, confermandosi leader del campionato.

Accanto ai trofei ci sono però anche la Top 10 di Vanesa Šilkūnaitė e il weekend di esperienza e crescita di Mia Zanki.

Per noi il management non significa essere presenti soltanto quando arriva un podio. Significa accompagnare ogni pilota durante l’intero percorso: celebrare le vittorie, analizzare le difficoltà, comprendere ciò che può essere migliorato e trasformare ogni weekend in un nuovo passo verso l’obiettivo successivo.

Per questo siamo orgogliosi di tutti e sei i nostri piloti.

Un grande grazie alle famiglie per la fiducia che continuano a riporre in DAG Management, ai team, ai meccanici, agli ingegneri, ai coach, ai partner e a tutte le persone che lavorano ogni giorno al fianco dei nostri ragazzi.

Cinque risultati da podio, tra cui due vittorie, coronano questo Race Weekend 36. Ma ciò che conta ancora di più è continuare a costruire, insieme, tutto quello che verrà dopo.

UNA DONNA IN F1: PERCHÉ OGGI È POSSIBILE

La presenza femminile nel Motorsport è in crescita, ma molte carriere sembrano arenarsi nella fase centrale della filiera, prima delle categorie di vertice. Scopriamo come il cambiamento generazionale e la crescente presenza di ragazze nel kart sta però rendendo inevitabile la svolta…

Il fatto che si vedano molte più donne al volante di auto da corsa rispetto e venti o trenta anni fa può trasmettere a chi guarda a questo mondo due messaggi di carattere opposto: propaganda o reale cambiamento? Che il Motorsport sia uno sport a base maschile non è né un male né una novità, è un semplice dato di fatto basato sulla sua storia e sui numeri che questa ha generato, figli di una società strutturata in un certo modo, nella quale fino ad un certo punto le ragazze – tranne rare eccezioni – venivano orientate dalle famiglie su sport considerati più adatti al genere. Si è poi arrivati alla fase nella quale si considerava ‘giusto’ che anche nell’automobilismo ci fossero delle “quote femminili”, favorendo una sorta di accesso controllato delle donne, basato però più sull’immagine che sulla sostanza. L’evoluzione dello sport e l’allargamento della sua base, soprattutto grazie al karting, ci ha portato nella fase attuale, dove semplicemente ci sono dei piloti, donne all’anagrafe, che vanno forte e che meritano un’opportunità di crescita al pari di chi all’anagrafe è nato maschio.

Parlando di numeri, quanto avete visto crescere la presenza femminile nella nostra disciplina, , voi di DAG da quando siete in questo settore?
Dal nostro punto di vista, la crescita è evidente, soprattutto se non guardiamo soltanto ai numeri assoluti ma alla qualità e alla continuità della presenza femminile. Quando abbiamo iniziato a lavorare in modo strutturato nel karting e nel motorsport, incontrare una ragazza in determinate categorie era ancora un fatto relativamente raro; oggi, soprattutto nelle fasce più giovani, non è più qualcosa che sorprende. Questo è probabilmente il segnale più importante. Più famiglie considerano il motorsport una possibilità reale anche per una figlia, più ragazze iniziano presto e, soprattutto, più ragazze rimangono nel percorso abbastanza a lungo da costruire competenze e risultati.

Per noi di DAG Management questo non è soltanto un fenomeno che osserviamo dall’esterno: è qualcosa in cui crediamo profondamente e nel quale abbiamo scelto di investire concretamente. Oggi seguiamo cinque pilote, una presenza femminile molto importante all’interno del nostro portfolio, e questo ci permette di vivere quotidianamente l’evoluzione del motorsport femminile dalla pista, dai team e dalla costruzione delle loro carriere. Sono cinque ragazze molto diverse tra loro e proprio per questo rappresentano bene quanto sia sbagliato parlare di un unico ‘modello’ di pilota donna: Vanesa Silkunaite ci colpisce per la determinazione e per la capacità di confrontarsi con contesti internazionali estremamente competitivi; Milla Sjöstrand sta costruendo con grande serietà e maturità il proprio percorso nelle monoposto; Julia Angelard unisce velocità, sensibilità e una forte volontà di crescere gara dopo gara; Mia Zanki ha già dimostrato attraverso i risultati di saper essere competitiva e vincente; Nefeli Kosmopoulou affronta il proprio percorso con determinazione, impegno e una grande voglia di progredire in un ambiente di altissimo livello.

Sono cinque personalità, cinque storie e cinque percorsi differenti. Per noi questo è fondamentale: non vogliamo gestire o promuovere ‘cinque ragazze’, ma cinque atlete, ciascuna con le proprie qualità, necessità e potenzialità, esattamente come facciamo con i nostri piloti maschi. Il fatto che DAG abbia oggi una componente femminile così significativa non nasce da una strategia di immagine, ma dalla convinzione che questo talento esista e meriti di essere sviluppato con la stessa professionalità, lo stesso tempo e le stesse aspettative che riserviamo a qualsiasi altro giovane pilota.

Detto questo, come agenzia cerchiamo di essere prudenti nel parlare di una trasformazione già completata. La presenza femminile è cresciuta, ma esiste ancora una differenza importante tra l’ingresso nel karting e la capacità di proseguire fino alle categorie automobilistiche professionistiche. È proprio nella parte centrale della carriera che spesso il percorso diventa più difficile, per ragioni economiche, sportive, di opportunità e di struttura. Per noi il vero indicatore del cambiamento non sarà semplicemente avere più ragazze al via, ma vedere un numero crescente di loro arrivare alle categorie superiori grazie a programmi costruiti sulla prestazione, sulla continuità e su una corretta pianificazione della carriera.

Come si lavora con un pilota donna: in che modo – se è diverso – cambia l’approccio e sotto quali aspetti invece rimane lo stesso dei piloti maschi?
La nostra impostazione di base non cambia: prima di tutto gestiamo un pilota, non un genere. Gli elementi fondamentali sono gli stessi per tutti: talento, capacità di apprendimento, disciplina, preparazione, qualità del lavoro con il team, gestione della pressione, comunicazione, budget e costruzione di un percorso sportivo realistico. Sarebbe un errore, a nostro avviso, abbassare o modificare gli standard perché si tratta di una ragazza. Una pilota deve avere la possibilità di essere valutata per ciò che fa in pista esattamente come un collega maschio.

Ci sono però aspetti individuali che un management serio deve considerare. Questo vale per ogni atleta, ma in alcuni casi una giovane pilota può trovarsi a gestire anche una maggiore esposizione mediatica, aspettative esterne particolari o la sensazione di dover continuamente dimostrare di meritare il proprio posto. Il nostro compito è proteggerla da queste pressioni senza costruirle attorno una bolla. Lavoriamo quindi molto sulla fiducia, sulla comunicazione con famiglia e team, sulla preparazione mentale e sulla capacità di separare il valore sportivo dalla narrazione che può nascere intorno al fatto di essere una ragazza. Anche sul piano fisico il lavoro deve essere individualizzato, come dovrebbe esserlo per qualsiasi pilota. L’obiettivo non è creare un trattamento diverso, ma mettere ogni atleta nelle condizioni migliori per esprimere il proprio potenziale.

Il karting sembra attualmente l’ambito dove la differenza di genere pesa meno, soprattutto nelle categorie dei più giovani. Come pensate che il karting abbia avuto e abbia un ruolo fondamentale nel cambio di mentalità dell’intero ambiente?
Il karting ha un ruolo enorme perché è il luogo nel quale i bambini imparano molto presto una cosa semplice: quando si abbassa la visiera, il cronometro non distingue tra ragazzo e ragazza. Nelle categorie giovanili i piloti crescono insieme, condividono pista, briefing, preparazione, vittorie e sconfitte. Questo rende la normalizzazione molto più naturale rispetto a qualsiasi campagna di comunicazione.

Dal punto di vista di un’agenzia, il karting è anche il punto in cui possiamo osservare lo sviluppo senza sovrastrutture: come un giovane pilota interpreta il mezzo, come reagisce alle difficoltà, quanto velocemente apprende, come lavora con il tecnico e quanto è consistente. Se una ragazza cresce fin dai primi anni gareggiando quotidianamente contro i ragazzi, anche l’ambiente intorno a lei si abitua a valutarla sulla prestazione. Crediamo che il cambiamento generazionale nasca soprattutto da qui. I bambini che oggi considerano assolutamente normale avere una compagna di squadra o un’avversaria veloce saranno domani tecnici, team manager, professionisti e genitori. Il karting, quindi, non sta soltanto formando le future pilote: sta formando un ambiente nel quale la presenza femminile sarà sempre meno percepita come eccezione.

Veniamo ad una domanda chiave: c’è un reale problema di “mentalità” di fronte ad un pilota donna o ritenete che questa fase sia superata, perlomeno nel karting? Ci sono ancora pregiudizi di genere o ce li siamo messi alle spalle? Nell’automobilismo invece?
Dire che il problema sia completamente superato sarebbe probabilmente troppo ottimistico, ma dire che nulla sia cambiato sarebbe altrettanto ingiusto. Nel karting, soprattutto tra i più giovani, vediamo una mentalità molto più aperta. Quando una ragazza è competitiva, nella maggior parte dei casi viene rapidamente riconosciuta come tale. La pista ha una capacità molto concreta di ridurre i pregiudizi: i risultati sono visibili e difficili da discutere.

Ciò non significa che non esistano ancora stereotipi, commenti o aspettative differenti. A volte una ragazza viene celebrata troppo velocemente soltanto perché è una ragazza; altre volte, al contrario, deve produrre più risultati prima che le venga riconosciuto lo stesso valore. Entrambi gli estremi possono essere dannosi. Come management cerchiamo di evitare sia la discriminazione sia la sovraesposizione artificiale.

Nel passaggio alle auto la situazione diventa più complessa perché entrano in gioco investimenti molto più elevati, sponsor, costruttori, programmi junior e una pressione mediatica maggiore. Qui la componente femminile può rappresentare anche un valore commerciale, ed è positivo che possa creare opportunità, purché l’opportunità diventi poi un vero progetto sportivo. La sfida è arrivare a un sistema nel quale una ragazza possa beneficiare dell’interesse che esiste verso il motorsport femminile senza essere definita esclusivamente da quello.

Da donna che opera professionalmente in questo ambiente, vivo questo cambiamento anche da una prospettiva diversa. Oggi mi trovo ad essere, per quanto mi risulta, l’unica donna a guidare direttamente un’agenzia di management di piloti con una presenza continuativa nel Motorsport internazionale. È un aspetto che normalmente non sottolineo, perché preferisco che il nostro lavoro venga giudicato per la qualità dei progetti e per ciò che riusciamo a costruire insieme ai nostri piloti. Allo stesso tempo, questa esperienza mi permette di comprendere molto bene alcune dinamiche che possono incontrare anche le giovani pilote. Essere una donna in un ambiente storicamente e ancora prevalentemente maschile significa talvolta dover conquistare credibilità prima ancora che il proprio lavoro venga conosciuto. Ma negli anni ho visto anche un’evoluzione importante: professionalità, competenza e risultati riescono progressivamente a superare molte barriere. Proprio per questo, in DAG siamo particolarmente sensibili al tema. Non vogliamo creare percorsi ‘protetti’ per le ragazze né presentarle come un’eccezione: vogliamo contribuire a creare le condizioni affinché possano costruirsi credibilità, rispetto e opportunità attraverso il loro valore sportivo, esattamente come qualsiasi altro pilota.

Quando si parla di donne nel karting, è più famosa Sophie Kumpen, una kartista di oltre trent’anni fa, solo perché mamma di Max, rispetto a molte ragazze che oggi, nel 2026 si stanno distinguendo in pista talvolta vincendo gare ad alto livello: perché?
Sophie Kumpen rappresenta un esempio interessante proprio perché dimostra che le donne competitive nel karting non sono nate oggi. La differenza è che trent’anni fa mancavano la continuità mediatica, i social media, i programmi strutturati e soprattutto una narrazione capace di accompagnare una pilota lungo tutta la carriera. Il fatto che oggi il grande pubblico la conosca soprattutto attraverso Max Verstappen dice molto anche su come la storia del motorsport sia stata raccontata.

Oggi esistono ragazze che ottengono risultati importanti, ma trasformare un risultato sportivo in notorietà richiede tempo, continuità e visibilità. Inoltre dobbiamo fare attenzione a non creare una situazione nella quale ogni risultato di una ragazza venga presentato come eccezionale soltanto per il genere. Dal nostro punto di vista, la comunicazione deve aiutare queste giovani atlete a diventare riconoscibili per il loro percorso, la loro personalità e soprattutto le loro prestazioni. Se riusciremo a costruire questa continuità, tra alcuni anni non ricorderemo soltanto “la ragazza che ha vinto una gara”, ma nomi e carriere precise. Ed è esattamente questo il passaggio culturale che serve.

Lavorando con molte ragazze in questi anni, dove avete visto i loro punti di forza e quali sono gli aspetti dove si può migliorare?
È sempre difficile generalizzare, perché le differenze tra due piloti dello stesso genere possono essere molto più grandi delle differenze medie tra ragazzi e ragazze. Nella nostra esperienza abbiamo però incontrato spesso giovani pilote estremamente attente, ricettive nel lavoro tecnico, disciplinate e capaci di analizzare con precisione ciò che accade in pista. In diversi casi abbiamo visto anche una grande determinazione: probabilmente perché chi sceglie ancora oggi un percorso nel motorsport sapendo di essere parte di una minoranza arriva spesso con una motivazione molto forte. Lavorare oggi con cinque pilote contemporaneamente ci offre inoltre un punto di osservazione particolarmente concreto: vediamo ogni giorno cinque personalità diverse, cinque modi differenti di apprendere, reagire alla pressione e costruire fiducia. È proprio questa esperienza che ci rende ancora più convinti che il modo corretto di sviluppare il talento femminile sia evitare etichette e lavorare sulla singola atleta.

Gli aspetti da migliorare sono invece individuali. In alcune giovani atlete lavoriamo sulla fiducia e sull’aggressività sportiva, intesa nel senso positivo del termine: capacità di prendere spazio, difendere una posizione, assumersi il rischio corretto e non sentirsi obbligate a essere sempre perfette. In altre il lavoro è completamente diverso. Come agenzia cerchiamo proprio di non trasformare osservazioni individuali in caratteristiche “femminili”. La cosa più importante è costruire attorno alla pilota un ambiente nel quale possa sbagliare, imparare e crescere con la stessa libertà concessa a qualsiasi giovane talento.

Pensando alle categorie professionistiche, quale pensate che sia ad oggi lo scoglio più grosso da superare quando si passa alle auto: tecnico, fisico o sportivo?
Non crediamo esista un unico ostacolo. Il passaggio alle auto è difficile per tutti, perché cambiano velocità, massa, aerodinamica, gestione degli pneumatici, comunicazione tecnica e complessità del weekend. Dal punto di vista fisico, una preparazione specifica permette oggi di affrontare molto bene le esigenze delle monoposto; quindi non consideriamo il fattore fisico, di per sé, una barriera insuperabile.

Lo scoglio maggiore è probabilmente la combinazione tra opportunità sportiva ed economia. Per svilupparsi davvero, un giovane pilota ha bisogno di chilometri, test, continuità con un team competitivo e tempo per adattarsi. Tutto questo richiede investimenti importanti. Per una ragazza si aggiunge spesso la necessità di scegliere molto bene il percorso: programmi dedicati, campionati misti, opportunità offerte da costruttori o academy devono essere integrati in una strategia unica e non diventare esperienze isolate.

Il ruolo del management è proprio questo: evitare di inseguire soltanto l’opportunità più visibile del momento e costruire invece una carriera. Una buona occasione è utile se prepara il passo successivo. Il nostro obiettivo è che una pilota non arrivi semplicemente “nelle auto”, ma che vi arrivi con gli strumenti tecnici, fisici, economici e professionali per rimanerci e progredire.

C’è una categoria dedicata alle ragazze che fa da contorno allo spettacolo della F1 ed è naturale che tutte le giovani desiderino approdarvi: cosa serve secondo voi perché quello diventi un reale palcoscenico e non un semplice contorno?
Una categoria come F1 Academy ha già avuto un merito importante: ha creato visibilità, interesse e un obiettivo concreto per moltissime ragazze. Dal nostro punto di vista sarebbe sbagliato sottovalutare questo effetto. Il collegamento con la Formula 1, con i team e con i grandi brand offre alle pilote una piattaforma che fino a pochi anni fa semplicemente non esisteva.

Affinché sia sempre di più un reale palcoscenico di sviluppo, però, il criterio fondamentale deve essere ciò che accade dopo. Una categoria di questo tipo diventa strategica quando produce passaggi concreti verso livelli successivi e quando le pilote che vi partecipano continuano a essere valutate, sostenute e sviluppate anche una volta terminato il programma. Servono quindi test, chilometraggio, accesso alle strutture dei team, preparazione fisica e mentale, simulatori, opportunità nei campionati misti e soprattutto una prospettiva pluriennale.

Come agenzia vediamo F1 Academy non come un punto di arrivo, ma come una possibile tappa all’interno di una carriera più lunga. La sua forza sarà tanto maggiore quanto più riuscirà a creare un ponte credibile verso le categorie superiori. La visibilità è fondamentale, ma deve essere accompagnata da sviluppo tecnico e opportunità sportive reali. Le due cose non sono in contraddizione: anzi, quando lavorano insieme possono accelerare enormemente il cambiamento.

Quanto potrebbe “trainare” e promuovere il motorsport tra le ragazze vedere una donna finalmente non solo al volante, ma vincente in F1?
Avrebbe un impatto enorme, probabilmente superiore a qualsiasi campagna promozionale. Nello sport la rappresentazione conta soprattutto quando è associata alla prestazione. Vedere una donna non semplicemente partecipare, ma competere stabilmente ai massimi livelli e vincere, renderebbe immediatamente più concreta l’idea del motorsport come possibilità anche per milioni di bambine.

Ma l’effetto più importante, secondo noi, sarebbe ciò che accadrebbe prima ancora della Formula 1: più famiglie porterebbero le figlie in kartodromo, più sponsor prenderebbero in considerazione progetti femminili a lungo termine, più team investirebbero nello scouting e aumenterebbe la base dalla quale selezionare il talento. Una vincitrice in F1 sarebbe quindi contemporaneamente un simbolo e il risultato finale di un sistema che ha imparato a creare opportunità.

Come management ci piacerebbe però che quel giorno non venisse raccontato come la vittoria di una donna “nonostante” fosse donna. Sarebbe la vittoria di una pilota che ha raggiunto il massimo livello attraverso talento, lavoro, opportunità e una struttura professionale adeguata. Quello sarebbe forse il segnale più forte di normalizzazione.

Quanto pensate manchi a questo momento?
È impossibile dare una data seria, e crediamo sarebbe poco corretto creare aspettative artificiali. La Formula 1 è il vertice di una selezione estremamente dura anche per migliaia di ragazzi che iniziano nel karting, e il percorso richiede talento eccezionale, risultati, risorse, timing e opportunità. Quello che possiamo dire è che oggi la base è molto più ampia rispetto a dieci o vent’anni fa e, soprattutto, esiste una struttura che prima non c’era: più ragazze nel karting, programmi dedicati, attenzione dei costruttori, F1 Academy, maggiore interesse degli sponsor e una cultura che lentamente sta cambiando. Questo aumenta statisticamente e concretamente la possibilità che emerga una pilota capace di arrivare molto in alto.

Dal nostro punto di vista, però, la domanda più utile non è soltanto “quanto manca?”, ma “cosa dobbiamo fare oggi perché possa accadere?”. Dobbiamo individuare il talento presto, permettergli di competere nelle condizioni corrette, garantire continuità economica e tecnica e non accelerare artificialmente una carriera per esigenze mediatiche. Se il sistema farà bene questo lavoro, il momento arriverà in modo naturale. E quando arriverà, sarà importante che dietro quella singola pilota ci sia già una generazione di ragazze pronta a seguirla. Per noi, quello sarà il vero successo.

Vedo questa evoluzione anche nel mio stesso ruolo: oggi una donna può guidare un’agenzia di management e lavorare quotidianamente, con piena responsabilità, in un paddock ancora prevalentemente maschile. Il passo successivo è che diventi altrettanto normale vedere una donna arrivare ai vertici come pilota. Quando non avremo più bisogno di sottolineare che si tratta di una donna, ma parleremo semplicemente del suo talento, dei suoi risultati e della sua carriera, avremo probabilmente raggiunto il cambiamento più importante.

JULIA ANGELARD: LA KARTISTA POLACCA CHE SOGNA LA F1

Una vittoria per soli 19 millesimi a Poznań, la doppia selezione nei programmi che cercano la prima campionessa donna di Formula 1 nella storia, e un fratello gemello mai raccontato prima: il ritratto di una delle giovani promesse di Minardi Management, tra sette programmi da conciliare in parallelo, il salto dal kart alla Formula 4 e l’ambizione dichiarata di superare Schumacher e Vettel.

Diciannove millesimi di secondo. È il margine con cui Julia Angelard ha vinto a Poznań, nella seconda tappa del Campionato Polacco di karting 2026, firmando il giro più veloce del weekend proprio nell’ultimo giro dell’ultima gara, con le gomme ormai consumate. È bastato per diventare la prima donna a vincere in quell’evento in quindici anni. C’è però un dettaglio della sua vita che nemmeno chi la segue da vicino conosce: ha un fratello gemello.

A 14 anni, polacca di nascita e ormai di casa in Italia, Julia Angelard corre in OK Junior e segue in parallelo sette programmi diversi, tra cui il Campionato Polacco, il FIA Karting Europeo, la Richard Mille Young Talent AcademyMore Than Equal e la neonata selezione F1 Academy Discover Your Drive. Nel 2024 è entrata nella scuderia di Giovanni Minardi, che ne segue oggi il percorso verso il salto dalle monoposto. Nei primi sette mesi del 2026 ha totalizzato 107 giorni in pista e 62 voli, senza mai smettere di andare a scuola: quest’anno si è diplomata con lode.

UN KART CON GLI ADESIVI RK
Di quel primo giorno su un kart, a quattro anni, Julia non conserva un ricordo vero e proprio. “Vorrei rispondere con qualcosa di interessante ma avevo quattro anni e semplicemente non ricordo”, ammette con onestà disarmante. Quello che sa, perché glielo hanno raccontato, è che quando il fratello maggiore Maks era in pista, la famiglia intera lo seguiva: lei, l’altro fratello Aleks, i genitori. Un giorno lei e Aleks ebbero l’opportunità di sedersi in un piccolo kart e provarlo per la prima volta. Piacque a entrambi, tanto che i genitori comprarono il primo kart di famiglia, uno con gli adesivi del marchio RK che Julia ricorda ancora bene. Poi le strade dei due fratelli si separarono: “A un certo punto Aleks ha deciso che non gli piaceva più. A me invece piaceva moltissimo, e mi divertivo così tanto che cercavo ogni occasione per guidare.”

Da quel kart di famiglia è nata, dieci anni dopo, una macchina organizzativa che oggi tiene insieme sette programmi sparsi per l’Europa. All’inizio se ne occupava soprattutto il padre: “i miei genitori avevano deciso che il karting e le corse sarebbero state responsabilità di mio padre.” Poi le cose si sono fatte più intense, anche perché nel frattempo Maks è diventato pilota professionista nel Michelin Le Mans Cup, categoria LMP3, e i compiti si sono divisi tra i due genitori: il padre tiene un calendario di famiglia condiviso online, la madre si occupa dei voli, il padre di hotel e noleggi auto. Non sempre basta: “A volte è difficile ricordare tutto, anche solo le tute e le divise giuste, perché con tutti i programmi e le accademie ho una tuta per Champions of the Future Academy, che corre insieme a F1 Academy Discover Your Drive, una diversa per le gare FIA Europeo e WSK, e un’altra ancora per il Campionato Polacco. Ho anche vestiti e accessori diversi per le attività di More Than Equal.” Quando è a casa, comunque, il karting resta anche un gioco tra fratelli: “Vado ancora spesso ai kart a noleggio con i miei fratelli.”

Qualcosa, in mezzo a tutto questo, è rimasto indietro. Fino a due anni fa Julia praticava ginnastica acrobatica, una passione parallela al motorsport ma il calendario alla fine non ha lasciato spazio a entrambe le cose: “Purtroppo circa due anni fa ho dovuto smettere, perché non riuscivamo più a farla stare nel mio programma. A volte mi manca.”

IL GIRO PIÙ VELOCE ALL’ULTIMO GIRO
Tra i sette programmi che Julia segue, il Campionato Polacco occupa un posto a parte: non è la priorità sportiva della sua stagione ma il palcoscenico dove corre per lo sponsor ORLEN, che essendo polacco tiene a vedere i propri piloti in gara anche in patria. Ed è proprio lì, a Poznań, che è arrivato il momento più netto del suo 2026, nel modo meno prevedibile.

La squadra era arrivata al weekend senza test precedenti, dopo aver saltato anche una giornata di prove ufficiali perché Julia stava tornando da un camp nel Regno Unito. “Ovviamente volevo fare del mio meglio ma non avevo aspettative particolari”, racconta. “Durante la gara non pensavo ai punti: sapevo di avere un buon ritmo e una buona posizione per il podio, e volevo solo chiudere nel migliore dei modi.” Il circuito polacco ha un rettilineo molto lungo, dove il tunnel aerodinamico dietro chi precede pesa parecchio sul cronometro. Nell’ultima gara del weekend Julia era seconda, e ha colto il momento giusto per sfruttarlo. Il resto lo ha scritto il cronometro, sull’ultimo giro dell’ultima gara, con le gomme ormai consumate: “Ho vinto per un solo punto, quello del giro più veloce, fatto proprio nell’ultimo giro — il giro più veloce di tutto il weekend, anche con le gomme già consumate. Dopo un weekend difficile, è stato bellissimo dimostrare quanto sono veloce ed essere la prima ragazza a vincere in Polonia in quindici anni.”

UN ASSE ROTTO E LA PISTA DEI SOGNI
Sul fronte internazionale, il 2026 nel Champions of the Future Academy non ha ancora regalato un podio: tre volte Julia è arrivata quarta, l’ultima a Viterbo. Ne parla con autoironia, senza drammatizzare: “È racing, è sport. A volte serve solo un po’ di fortuna. Per me conta poter guidare veloce e giocarmi le posizioni di vertice, quindi spero di avere più fortuna la prossima volta.”

Una delusione ben più pesante l’aveva già messa alla prova qualche mese prima. Nella finale del Champions of the Future Academy negli Emirati Arabi, a fine 2025, dopo una stagione già lunghissima, la rottura dell’asse posteriore le ha tolto un risultato che sembrava a portata di mano. “Non è mai facile accettare una fine di stagione così deludente, soprattutto quando è fuori dal tuo controllo”, dice Julia. “Per fortuna è stato solo un guasto meccanico, non un incidente serio per me o per altri piloti. Fa parte delle corse. Da allora ho fatto tante altre gare.”

A novembre la stagione del Champions of the Future Academy si chiuderà a Franciacorta, la pista che considera casa sua. “Mi piace quanto sono ‘fluide’ le curve. Con il giusto bilanciamento riesci a volare dolcemente da una curva all’altra. Alcune sono piuttosto strette ma altre sono da percorrere a tutto gas, ad alta velocità.”

DUE PROGRAMMI, UN SOLO OBIETTIVO
Se il karting resta il terreno di gara quotidiano, il 2026 di Julia si gioca soprattutto altrove, nella corsa parallela per farsi notare dai programmi che selezionano le future promesse del motorsport femminile. Una strada iniziata nel 2024, quando è diventata l’unica pilota polacca tra le venti finaliste dello Iron Dames Young Talents shootout. Il ricordo di quella chiamata è ancora nitido: “Ero a Jesolo, per una gara della Rok Cup Italia, e mio padre mi disse che qualcuno delle Iron Dames ci aveva contattato. È stata una sensazione bellissima ma anche strana, che qualcuno mi avesse notata e invitata allo shootout.” Quell’esperienza, racconta, era pensata per dare qualcosa a tutte le partecipanti, non solo alla vincitrice designata: “L’obiettivo dello shootout non era solo scegliere la futura Iron Dame ma anche offrire tanto allenamento a tutte le ragazze per aiutarle a diventare piloti migliori. Mi ha anche dato l’opportunità di conoscere altre pilote con cui sono ancora amica e contro cui corro ancora.”

Due anni dopo, quella strada l’ha portata dentro due programmi con lo stesso obiettivo dichiarato: formare la prima campionessa del mondo di Formula 1. Prima More Than Equal, poi, con la selezione annunciata a febbraio 2026, F1 Academy Discover Your Drive: il programma che ogni anno sceglie solo nove pilote, tre per ciascuna categoria (Mini, OK-N Junior, OK-N Senior), e che ha scelto Julia come una delle tre della categoria Junior. Ne parla come di un doppio riconoscimento: “Significa moltissimo per me essere parte di entrambi i programmi, soprattutto in questa fase della carriera in cui sto pianificando il passaggio dal karting alle auto. Essere stata selezionata da due programmi concentrati sullo sviluppo di talenti femminili mi dà fiducia di stare andando nella direzione giusta.” More Than Equal, aggiunge, lavora sul lungo periodo, con “coaching in pista, preparazione fisica e mentale, tutto basato su dati e ricerca”, mentre F1 Academy Discover Your Drive le apre un’altra finestra sul percorso della F1 Academy vera e propria, oltre a costruirle visibilità e connessioni con gli sponsor del programma.

Quella visibilità ha avuto, ad agosto 2026, un momento concreto: entrambi i programmi l’hanno invitata al weekend di gara di Formula 1 e F1 Academy a Zandvoort. “È stata la prima volta nella mia vita che ho visto entrambi i paddock, ho potuto incontrare e parlare con dei piloti e vedere il box McLaren. Era poco prima della sprint race, quindi tutto il team era molto impegnato a lavorare sulle macchine di Oscar e Lando.” E se le si chiede quale, tra i tanti progetti che segue, ritenga più decisivo per il suo sviluppo, la risposta non esita: “Sono tutti importanti e servono scopi diversi. Con i budget che servono nel motorsport, ho bisogno di tutto il supporto possibile. Ma per lo sviluppo personale, in questa fase della carriera penso che More Than Equal sia quello che mi dà più supporto: c’è un intero gruppo di professionisti che lavora su un programma dedicato a me come pilota e alla mia preparazione per il passaggio alle auto.”

Dal kart alle marce
Quel passaggio, sul piano pratico, è già cominciato. A giugno 2026, con More Than Equal, Julia ha provato per la prima volta una Ginetta e una monoposto di Formula 4, e il salto di sensazioni rispetto al kart è stato immediato: “Un’auto è completamente diversa da un kart, per tutte le forze G. Devi gestire le marce perché il motore abbia sempre abbastanza potenza. Anche il bilanciamento tra frenata e curva è molto più complicato rispetto al kart.” Tra le due, sceglie senza esitare la più ostica: “Mi sono piaciute molto sia la Ginetta sia la Formula 4 ma la Ginetta è più difficile.”

Sul salto vero e proprio alle monoposto, Julia non si sbilancia. Non perché eviti la domanda: la Richard Mille Young Talent Academy, il programma karting a cui appartiene, non è direttamente collegata alla Formula 4 Academy della stessa fondazione, la cui selezione passa da uno shootout separato, e i piani per il 2027 non sono ancora definiti. “Al momento non posso parlare dei piani per il prossimo anno e per quelli successivi ma i miei genitori e il mio management ci stanno già lavorando. A seconda del budget che avremo, abbiamo un Piano A, un Piano B e un Piano C. Spero che riusciremo a realizzare il Piano A, che è molto intenso ma mi entusiasma moltissimo. Mi aiuterebbe a crescere tantissimo come pilota.”

SOLA IN GRIGLIA, ORGOGLIOSAMENTE POLACCA
Anche nel 2026, Julia resta quasi sempre l’unica ragazza, o una delle pochissime, al via. Non sembra un pensiero che la accompagni in pista: “Quando ti metti il casco non conta se sei una ragazza o un ragazzo. Devi solo dare il massimo e ottenere il miglior risultato possibile”, dice, per poi aggiungere che fuori dal casco la storia cambia: “In pista corriamo ma fuori pista ho molte buone amicizie con altri piloti nel paddock.”

Una parte di quella rappresentanza passa anche dai colori che porta al Campionato Polacco, dove corre per lo sponsor ORLEN: un legame che, tiene a precisare, va oltre quel singolo campionato. “Il supporto di ORLEN non si limita al Campionato Polacco. L’Accademia e il sostegno sono legati alla pilota, non a un team specifico, e sono pensati per l’intera stagione.” Dietro c’è un’educazione familiare precisa: “Sono cresciuta con i miei genitori come una patriota polacca, quindi sono orgogliosa di poter rappresentare il mio paese in tutto il mondo e di correre con i colori bianco e rosso. Ed è anche molto bello vedere sempre più piloti e atleti polacchi avere successo a livello internazionale.”

“VOGLIO SUPERARE SCHUMACHER E VETTEL”
Dietro l’agenda fittissima, l’ambizione di Julia resta dichiarata senza troppi giri di parole: superare i suoi idoli, Michael Schumacher e Sebastian Vettel. Alla domanda su da dove nasca un obiettivo così esplicito, a 14 anni, risponde con calma: “Il mio obiettivo è diventare la miglior pilota possibile. Sono ancora giovane e non so dove mi porterà questo percorso, né fin dove potrò arrivare. Nell’ultimo anno ho ricevuto tanto supporto da tutte le persone con cui ho lavorato, incluso l’intero team di More Than Equal che mi sta aiutando a crescere. Certo, mi piacerebbe diventare pilota di F1 ma al momento è quasi un miracolo per una pilota donna. Voglio comunque arrivare il più lontano possibile in questo percorso.” Poi aggiunge la frase che forse racconta meglio il suo approccio: “Per ora preferisco concentrarmi sulle cose su cui posso lavorare io. Le cose che sono fuori dal mio controllo le gestiscono i miei genitori e il mio management.”

Il compagno di box che sceglierebbe per un weekend intero di gara, tra piloti di qualsiasi epoca? Max Verstappen, risposta immediata. E quando le si chiede cosa i suoi follower non immaginerebbero mai di lei, Julia parla prima dell’equilibrio, non semplice, tra vita pubblica e privata: “Con il mio team cerchiamo di bilanciare cosa mostrare sui social. Loro vorrebbero far vedere più della mia vita personale, qualcosa dietro le quinte, più dettagli di stile di vita. Capiamo che oggi i social sono uno strumento potentissimo per costruire visibilità e trovare partner e sponsor. Ma allo stesso tempo vogliamo trovare un equilibrio e mantenere quanta più privacy possibile. Alcune cose restano solo per gli amici che frequento davvero.” Poi aggiunge il dettaglio che quasi nessuno conosce: “Ma una cosa che quasi nessuno sa è che ho un fratello gemello, Aleks. È più grande di me di cinque minuti, e a lui piace sottolinearlo come argomento a suo favore.”

Anche Aleks, in fondo, fa parte della stessa storia: quella di una famiglia che si è organizzata, weekend dopo weekend, per lasciare a Julia lo spazio di correre. Schumacher e Vettel restano l’obiettivo dichiarato. Il resto, dice lei stessa, non è cosa sua: se ne occupano i genitori e il management.

MATTIA BUCCI RITORNA AD IMOLA PER IL TERZO ROUND DELLA SERIE ENDURANCE

Inizia la parte finale del Campionato
Dopo poco più di un mese di pausa estiva, il giovane pilota abruzzese gareggerà nuovamente ad Imola dal 4 al 6 settembre per il terzo e penultimo round della serie Endurance del Campionato Italiano Gran Turismo.
“Finalmente dopo la sosta estiva si torna in pista: non vedo l’ora di salire in macchina venerdì! È sempre un’emozione poter gareggiare ad Imola. Sono consapevole dell’importanza che caratterizza questo appuntamento, soprattutto in ottica del campionato, ma sento di essere pronto ad affrontare questo weekend al fianco dei miei compagni di squadra.” ha affermato Mattia

Le tre sessioni di Prove Libere si terranno venerdì alle 11:55, alle 16:00 e, infine, sabato alle 8:45. Le qualifiche, invece, avranno luogo il sabato dalle 14:00 in poi. La gara si svolgerà, infine, alle 15:00 della domenica. Sarà possibile seguire gli eventi sul canale ufficiale del CIGT (http://www.youtube.com/@ACISportTVofficial), sul canale 228 Sky e sul canale 52 Tivùsat.
Mattia vi invita a rimanere connessi e a seguirlo in questa avventura tramite le pagine social sue, di Minardi Management e dell’evento:

• Instagram: @mattiabucci_official; Facebook: Mattia Bucci – Racing Driver
• Instagram: @minardi_management; Facebook: Minardi Management
• Instagram: @mattiabucci_fanclub
• Instagram: @cigranturismo; Facebook: Campionato Italiano Gran Turismo

L’addetto stampa, Federica Moccia

UN WEEKEND INTERNAZIONALE TRA PODI, RIMONTE E PRESTAZIONI DI CARATTERE

Un altro intenso weekend internazionale per DAG Management, con i propri piloti impegnati contemporaneamente in diversi appuntamenti tra Europa e Sudafrica.
Da Franciacorta a Genk, passando per Anneville, Zwartkops, Pärnu e Ptuj, i piloti DAG hanno raccolto podi, vittorie nelle manche, importanti rimonte e prestazioni di valore, confrontandosi ancora una volta con contesti altamente competitivi del karting e del motorsport internazionale.
Un fine settimana che racconta non soltanto i risultati, ma anche crescita, capacità di reazione e continuità nel percorso di sviluppo dei giovani piloti seguiti dall’agenzia.

NILAS MALIK –P22- IAME EURO SERIES, GENK – X30 JUNIOR
Weekend molto positivo per Nilas Malik a Genk, capace di esprimere velocità e grande capacità di rimonta. Dopo la P18 assoluta al termine delle qualifiche, Nilas ha cambiato passo nelle Qualifying Heats: P4, con sei posizioni recuperate nella prima, vittoria nella seconda e P3, con altre sei posizioni guadagnate nella terza. Una sequenza di risultati di assoluto valore che lo ha portato fino alla P3 assoluta dopo le manche.
Dopo la Super Heat, Nilas si è presentato alla finale in P11 e ha costruito un’altra gara convincente, risalendo fino alla P6sotto la bandiera a scacchi. La successiva penalità, che lo ha retrocesso in P22, non cambia il giudizio su un weekend nel quale ha dimostrato di poter competere stabilmente nelle posizioni di vertice.
Un fine settimana che, al di là del risultato finale, conferma il grande potenziale di Nilas e la sua capacità di reagire alle difficoltà trasformandole in importanti rimonte.
Velocissimo – ha conquistato una vittoria e due piazzamenti nella top 4 nelle Qualifying Heats.
Rimontante – ha recuperato numerose posizioni sia nelle manche sia nella finale, risalendo dalla P11 alla P6.
Competitivo – ha dimostrato di poter lottare stabilmente per le posizioni di vertice in un appuntamento di alto livello.

BRODI COOPER DOWLING –P4-RMC SOUTH AFRICA, ZWARTKOPS – ROTAX JUNIOR
Weekend da protagonista per Brodi Cooper Dowling, ancora una volta stabilmente nelle posizioni di vertice e competitivo per tutto l’appuntamento. Dopo un’ottima P3 in qualifica, Brodi ha iniziato le manche nel migliore dei modi, conquistando la vittoria in Heat 1. Nelle prove successive ha aggiunto una P7 e una splendida P2, prima di chiudere l’ultima heat in P12.
Il bilancio finale è una solida P4 assoluta nella Junior Max, un risultato che conferma la velocità e la costanza mostrate durante tutto il weekend.
Un’altra prestazione importante nel campionato sudafricano, dove Brodi continua a dimostrarsi regolarmente in grado di lottare con i migliori e di essere protagonista nelle posizioni che contano. Brodi diviene cosi campione del RMC South Africa, nella sua prima stagione in categoria Junior, con un distacco consistente dagli avversari.
Veloce – ha conquistato la P3 in qualifica e una splendida vittoria in Heat 1.
Costante – è rimasto stabilmente nelle posizioni di vertice per tutto il weekend.
Competitivo – la P4 assoluta nella Junior Max conferma la sua capacità di lottare con i migliori.

MIA ZANKI – RMC AUSTRIA & FIA CEZ, PTUJ – ROTAX JUNIOR
RACE 1: P7 Overall-P2 RMC Austria
RACE 2: P10 Overall-P2 RMC Austria
RACE 3: P15 Overall/P6 RMC Austria
OVERALL RESULT: P3 RMC Austria

Nuovo weekend positivo per Mia Zanki, impegnata a Ptuj e subito competitiva fin dalle qualifiche. La giovane pilota ha conquistato una brillante P2 assoluta e la P1 tra i concorrenti della RMC Austria, confermando ancora una volta il grande livello di competitività raggiunto.
Nelle prime due gare della domenica Mia ha confermato il proprio passo, conquistando due P2 nella classifica RMC Austria, prima di chiudere l’ultima gara in P6 di categoria. Una prestazione solida e costante, che le ha permesso di raccogliere punti e continuare a essere protagonista nelle posizioni di vertice. Mia ha quindi concluso con una P3 Overall e podio conquistato il fine settimana.
Nel complesso, un altro appuntamento ricco di indicazioni positive, che conferma il percorso di crescita di Mia e una presenza sempre più costante nelle posizioni che contano.
Competitiva – ha conquistato la P2 assoluta e la vittoria tra i concorrenti RMC Austria.
Costante – ha ottenuto due P2 nelle prime due gare della domenica, mantenendosi al vertice.
In crescita – continua a confermare gara dopo gara i progressi e la maturità raggiunti in pista.
WSK FINAL CUP – FRANCIACORTA, ROUND 1
Tre piloti DAG Management hanno preso parte al primo round della WSK Final Cup a Franciacorta, affrontando un weekend intenso nelle categorie OK, OKJ e Mini GR3 e raccogliendo esperienze e indicazioni importanti in uno dei contesti più competitivi del karting internazionale.

BENJAMIN WESTWOOD –P20-Cat. OK
Weekend positivo per Benjamin Westwood, che ha mostrato velocità e un ottimo potenziale fin dalle qualifiche. La P3 nella propria sessione gli è valsa la P5 assoluta dopo le qualifiche, permettendogli di partire con una solida base per affrontare le manche.
Nel corso delle heats, Benji ha confermato il proprio ritmo, mantenendosi nel gruppo di testa e chiudendo con una competitiva P8 nella classifica generale. Un risultato che conferma la sua capacità di lottare costantemente nelle posizioni importanti.
La giornata conclusiva, però, non gli ha permesso di concretizzare pienamente quanto costruito nelle prime fasi. Dopo la prefinale Benji occupava la P10 complessiva, mentre in finale ha tagliato il traguardo in P15, prima di essere classificato P20.
Resta comunque un weekend ricco di indicazioni positive, nel quale Benjamin ha dimostrato passo, velocità e competitività, confermando di poter stare stabilmente nel gruppo di vertice.
Veloce – ha conquistato la P3 nella propria sessione e la P5 assoluta dopo le qualifiche.
Competitivo – è rimasto nel gruppo di testa anche al termine delle manche, chiudendo P8 assoluto.
Promettente – nonostante il risultato finale, il passo mostrato durante il weekend conferma un ottimo potenziale.

TARIQ SOOFI –P35-Cat. MINI GR3
Weekend in continua crescita per Tariq Soofi, autore di una bella progressione nel corso delle manche. Dopo aver chiuso le qualifiche in P40, Tariq ha iniziato la sua rimonta recuperando quattro posizioni nella prima heat, altre quattro nella seconda e ben dieci nella terza, conclusa con un ottimo P10.
Una rimonta significativa che gli ha permesso di risalire fino alla P26 al termine delle manche, dimostrando sessione dopo sessione una competitività sempre maggiore e la capacità di recuperare terreno in un gruppo estremamente selettivo.
Un fine settimana che ha messo in evidenza soprattutto la sua reazione alle difficoltà, la crescita costante e la capacità di costruire rimonte importanti, trasformando una qualifica complicata in un percorso decisamente più positivo.
Rimontante – ha recuperato ben 18 posizioni complessive nelle tre manche.
Progressivo – ha migliorato costantemente le proprie prestazioni, fino alla P10 nella terza heat.
Determinato – nonostante la difficile P40 in qualifica, ha continuato a lottare fino a risalire in P26.

JULIA ANGELARD –P50-Cat. OKJ
Weekend impegnativo ma utile per Julia Angelard a Franciacorta, in un appuntamento caratterizzato da un gruppo particolarmente competitivo. Dopo aver chiuso le qualifiche in P31 assoluta, Julia ha continuato a lavorare sessione dopo sessione, cercando di trovare il miglior feeling e di recuperare terreno.
Le manche, però, non le hanno permesso di concretizzare la rimonta cercata, portandola fino alla P50 nella classifica al termine delle heats. In Prefinal B Julia ha poi chiuso in P23, risultato che non le ha consentito di conquistare l’accesso alla finale.
Il risultato finale non è certamente quello sperato, ma il weekend rappresenta comunque esperienza preziosa in un contesto di alto livello. Un appuntamento dal quale ripartire, utilizzando quanto imparato e il lavoro svolto per arrivare ancora più preparata ai prossimi impegni.
Determinata – ha continuato a lavorare nonostante le difficoltà incontrate durante il weekend.
Resiliente – ha affrontato un appuntamento complicato senza smettere di cercare soluzioni.
In crescita – l’esperienza maturata a Franciacorta sarà importante per il suo percorso e per i prossimi appuntamenti.

MARKAS ŠILKŪNAS & VANESA SILKUNAITE – BALTIC TOURING CAR CHAMPIONSHIP, PÄRNU – BMW TURBO CUP
RACE 1: P5
RACE 2: P3
2H ENDURANCE-P2 CLASS/P10 Overall

Weekend molto interessante nelle vetture turismo per Markas Šilkūnas e Vanesa Silkunaite a Pärnu, protagonisti di un appuntamento che ha richiesto grande capacità di adattamento a una categoria diversa dal karting e dalle monoposto.
Il fine settimana è iniziato nel migliore dei modi con una P1 nelle prove libere, seguita da una solida P3 di classe in qualifica. In gara sono arrivati risultati importanti, con una P3 in Race 2 e soprattutto uno splendido P2 di classe nella 2H Endurance, chiusa anche con una ottima P10 assoluta.
Un’esperienza positiva e preziosa per entrambi, che hanno dimostrato di sapersi adattare rapidamente a un contesto e a una vettura differenti. Un risultato che aggiunge ulteriore versatilità e maturità al percorso sportivo di Markas e Vanesa.
Versatili – hanno affrontato con successo il passaggio alle vetture turismo.
Competitivi – P1 nelle libere, P3 in Race 2 e P2 di classe nell’Endurance confermano il loro ritmo.
Affidabili – hanno gestito con solidità anche una gara di durata, chiudendo P10 assoluti nella 2H Endurance.

MAXIME NOEPPEL –P16-FFSA JUNIOR ACADEMY CHAMPIONSHIP, ANNEVILLE
Weekend combattuto e ricco di segnali positivi per Maxime Noeppel ad Anneville. Partito dalla P12 in qualifica, Maxime ha iniziato a costruire la propria rimonta già dalla prima manche, recuperando quattro posizioni e chiudendo in P8. Nella seconda manche ha poi confermato lo stesso piazzamento, dimostrando continuità e un buon passo gara.
La P10 in Prefinale gli ha permesso di conquistare l’accesso alla gara conclusiva dopo un percorso complessivamente solido. In finale Maxime ha chiuso in P16, un risultato che non racconta completamente quanto di positivo mostrato nelle fasi precedenti del weekend.
Un appuntamento utile per accumulare esperienza e dal quale emergono diversi aspetti positivi su cui continuare a lavorare. La direzione è quella giusta e il lavoro prosegue in vista dei prossimi appuntamenti.
Competitivo – ha lottato costantemente nelle posizioni centrali del gruppo, mostrando un buon ritmo.
Costante – ha ottenuto due P8 consecutive nelle manche, confermando il proprio livello.
In crescita – il weekend ha fornito indicazioni importanti su cui costruire i prossimi risultati.

UN PERCORSO CHE VA OLTRE IL SINGOLO RISULTATO
Il weekend appena concluso rappresenta ancora una volta la varietà del lavoro portato avanti da DAG Management, con piloti impegnati in categorie, campionati e Paesi differenti.
Dalle vittorie nelle manche ai podi, dalle rimonte ai weekend più complessi, ogni appuntamento rappresenta parte di un percorso più ampio. L’obiettivo rimane quello di accompagnare ogni pilota nella propria crescita, analizzando non soltanto il risultato della domenica, ma l’intero processo di sviluppo sportivo e professionale.
Per DAG Management, costruire una carriera significa valorizzare i risultati quando arrivano, imparare dai momenti più difficili e continuare a lavorare guardando sempre al passo successivo.

JULIA ANGELARD IS HEADING TO FRANCIACORTA FOR THE WSK FINAL CUP

The 14-year-old will once again compete in the yellow and black colors of Ward Racing

  • In just a few days, the inaugural round of the last karting series in the 2026 season will begin – the WSK Final Cup at the Franciacorta track.
  • Among the competitors competing in the OKJ category is also 14-year-old Julia Angelard, who will take part in this series with the Ward Racing team, whose colors she represented last year.
  • Like other competitors, the teenage Polish woman is using the end of the season to prepare for the 2027 season and develop her racing career.

While Formula 1 drivers have returned to competition after the summer break, in the world of karting a large part of the series is heading towards the final rounds, and drivers are looking for opportunities to test themselves in new categories or teams before the start of the next season. The first round of the WSK Final Cup series, taking place at the Franciacorta circuit from August 26-30, 2026, is a perfect opportunity. Among the drivers arriving on Italian soil is Julia Angelard, who we’ll also see in a new role this season.

Return to one of her favorite tracks

The inauguration of the WSK Final Cup at the Franciacorta Karting Track is good news for the Polish teenager, who has competed there several times last year, participating in both the WSK Super Master Series and the full ROK Cup Italia season. For the ORLEN Motorsport Academy protégé, visit to Italy isn’t the only return this coming weekend. As part of the WSK Final Cup series, Julia Angelard will once again compete in the yellow and black colors of the Ward Racing team, which are well-known to her and her fans.

Despite the holidays, August was an intense month for the Polish driver, dedicated to preparing for the final karting rounds of the season and for preparatory tests for the 2027 season. Julia Angelard spent last weekend at the Zandvoort track, where, at the invitation of the F1 Academy and More Than Equal, she had the opportunity to see behind the scenes of the McLaren team, meet the drivers, and meet the F1 Academy paddock.

Julia Angelard: time for a fresh start

“After an intense time with Birel ART this year, it’s time for a fresh start – my first race weekend with my new-old team at one of my favorite tracks. I have fond memories of both Ward Racing and Franciacorta itself, so I’m looking forward to this weekend and the upcoming competition on track. Like other competitors, for me, the WSK Final Cup is also a form of training in competitive conditions and preparation for the next season in my career. I hope the weather cooperates and allows us to show our full potential in favorable conditions,” emphasizes the driver of Minardi Management powered by Dag Ltd.

OKJ category schedule at the Franciacorta circuit

Friday, 28.08.2026
10:15 – Free Practice, Serie 1
10:30 – Free Practice, Serie 2
12:10 – Timing Practice, Serie 2
12:20 – Timing Practice, Serie 2
16:00 – Eliminatory Heat A-B
16:20 – Eliminatory Heat C-D

Saturday, 29.08.2026
09:30 – Warm Up, odd numbers
09:40 – Warm Up, even numbers
12:20 – Eliminatory Heat A-C
12:40 – Eliminatory Heat B-D
16:40 – Eliminatory Heat A-D
17:00 – Eliminatory Heat B-C

Sunday, 30.08.2026
09:30 – Warm Up, Prefinal A
09:40 – Warm Up, Prefinal B
12:00 – Prefinal A
12:20 – Prefinal B
15:30 – Final

DUDU SALAMONDE ANNOUNCES NEW CHAPTER IN SINGLE-SEATERS, SETS SIGHTS ON FORMULA 4 FOR 2027

The 15-year-old from São Paulo closes the chapter on karting, has already tested formula cars, and is working to determine his next step.

São Paulo, Brazil — August 24, 2026

After seven seasons building his career in karting, Dudu Salamonde (Minardi Management powered by DAG / EXA Tecnologia / Vero Coco / DKR / RL Eng. Design / Casa Barô / SOMA Blindados) is now accelerating into a new phase of his career. At 15, the São Paulo-born driver has officially moved on from karting and begun the transition to single-seaters, taking the first steps in a change that will shape the next stages of his motorsport journey.

A five-time São Paulo State champion and Brazilian Rotax Junior Max karting champion, Dudu has already completed tests in formula cars and is working to define his future during the final months of 2026. His main plan for 2027 is to compete in the Italian Formula 4 Championship, one of the most important stepping stones for drivers leaving karting and pursuing a career in European motorsport. Dudu is currently in discussions with teams to determine his 2027 seat, with a final decision expected to be made in November.

Earlier this year, Dudu gained experience on Brazilian circuits such as Velocitta and Interlagos before expanding his testing program to Europe. The driver also had the opportunity to drive a single-seater at the Varano circuit in Italy, an experience that introduced him to a very different environment from the one he had known throughout his karting years. The program is supported by Minardi, the renowned Italian name that has played a significant role in Formula 1 history.

For Dudu, the move to single-seaters will be approached as a process of development and progression. The plan is to compete in two seasons of Formula 4, with the goal of turning the experience gained into results and, in the following years, pursuing opportunities in categories such as Formula Regional and Formula 3, taking another step up the motorsport ladder.

“I want to adapt as quickly as possible, understand everything, keep improving throughout these F4 seasons, and start fighting for results,” explains Dudu Salamonde.

Salamonde’s preparation will include further trips to Italy next September, even before the championship he will contest in 2027 is finalized. In November, Dudu and his team are planning testing sessions at the Monza and Imola circuits. The goal is to allow the Brazilian to arrive in the new season already familiar with the tracks and better prepared for the demands of Formula 4.

The transition to single-seaters also represents a major lifestyle change for Dudu Salamonde. This season, the São Paulo driver spent extended periods away from home during his first full year competing in European karting, racing in Italy, Spain, Germany, and Sweden. The travel and time away from his family were also part of a learning experience that went beyond the racetrack—something Dudu considers essential to the future he aims to build in Europe.

“Being away from home was one of the most difficult parts. It taught me that I need to be prepared for the routine that lies ahead. I learned how to deal with missing home and being away from my family. Now I want to make the most of my time with my family in Brazil so that I can be ready for the life I want to have in Europe,” Salamonde commented.

There is no shortage of inspiration for this new chapter. Drivers such as Kimi Antonelli, who raced in the Italian Formula 4 Championship before becoming a leading figure in Formula 1, are among those who have followed a similar path. Dudu also draws inspiration from Ayrton Senna, whose determination, focus, and will to win are qualities the São Paulo driver seeks to carry into his own career, including through the physical and mental training he undertakes alongside Nuno Cobra Júnior.

With his karting chapter now closed and his first single-seater miles already under his belt, the São Paulo driver is focusing his efforts on discussions with teams and preparation for a new chapter. The Italian Formula 4 Championship is his primary destination, while the dream of reaching Formula 1 continues to grow stronger on the horizon.

Text by Kako Marques / KMCom Assessoria
Follow Dudu Salamonde on Instagram:
@eduardosalamonde

FORMULA 1 – GRAN PREMIO D’OLANDA 2026

ANALISI COMPLETA DAG MANAGEMENT

La Formula 1 è tornata dalla pausa estiva con uno dei weekend più intensi della stagione 2026. L’ultima apparizione di Zandvoort nel calendario di Formula 1 ha regalato due gare molto diverse: una Sprint controllata il sabato e un Gran Premio domenicale spettacolare, interrotto e strategicamente molto impegnativo.

Il circuito olandese resta uno dei tracciati più selettivi del calendario. La pista stretta, i cambi di direzione ad alta velocità, le curve sopraelevate e le limitate possibilità di sorpasso rendono fondamentale la posizione in pista, mentre le condizioni meteo variabili hanno aggiunto un ulteriore livello di complessità.

Dal punto di vista di DAG Management, Zandvoort ha offerto un quadro estremamente interessante degli attuali rapporti di forza. Mercedes ha probabilmente realizzato la prestazione di squadra più completa dell’intero weekend, vincendo la Sprint con George Russell e portando entrambe le vetture sul podio del Gran Premio. McLaren ha risposto brillantemente domenica, con Lando Norris capace di trasformare la pole position nella seconda vittoria consecutiva in un Gran Premio. Ferrari ha mostrato un ritmo reale da vertice senza però massimizzare completamente le proprie opportunità, mentre Red Bull ha vissuto un weekend di casa molto emotivo, terminato prematuramente per Max Verstappen.

Soprattutto, il weekend ha confermato uno dei temi centrali del campionato 2026: la velocità pura non basta. Capacità di adattamento, gestione degli pneumatici, flessibilità strategica e rapidità di reazione stanno diventando fattori sempre più decisivi.

Analisi Sprint Race

La Sprint di 24 giri del sabato è stata più controllata rispetto al Gran Premio di domenica, ma ha fornito indicazioni molto chiare sui punti di forza delle squadre di vertice.

George Russell è partito dalla pole position dopo un’eccellente Sprint Qualifying e ha immediatamente preso il controllo della gara. Il pilota Mercedes ha gestito il margine con intelligenza, mantenendo Lando Norris fuori da una reale possibilità di attacco per gran parte della fase iniziale.

Alle sue spalle, Charles Leclerc ha disputato una delle migliori Sprint della Ferrari in questa stagione. Partito con gomma soft, Leclerc ha atteso con pazienza alle spalle di Norris prima di sfruttare le crescenti difficoltà del pilota McLaren con le gomme posteriori. Al giro 18 ha completato il sorpasso decisivo in curva 1 conquistando la seconda posizione.

Norris è comunque riuscito a difendere l’ultimo gradino del podio da un Kimi Antonelli in forte rimonta, arrivato a soli 0,385 secondi. Oscar Piastri ha concluso una Sprint relativamente tranquilla in quinta posizione, davanti a Max Verstappen e Lewis Hamilton, mentre Pierre Gasly ha conquistato l’ultimo punto disponibile con l’ottavo posto.

Per Mercedes la Sprint è stata particolarmente significativa. Russell ha trasformato la pole in vittoria con autorità, mentre Antonelli ha recuperato dalla quinta alla quarta posizione nonostante i danni al fondo subiti durante la Sprint Qualifying. Il risultato ha confermato ancora una volta la profondità del pacchetto Mercedes 2026: anche quando uno dei piloti non riesce a massimizzare la qualifica, la squadra possiede ritmo gara e solidità operativa per recuperare.

Analisi Feature Race – Gran Premio d’Olanda

La domenica ha proposto una sfida completamente diversa. La pioggia prima della partenza aveva lasciato alcune parti del circuito umide, creando immediata incertezza sulla scelta degli pneumatici. La maggior parte dello schieramento ha infine optato per le slick, ma il primo giro ha cambiato radicalmente la struttura della gara.

Norris ha mantenuto il comando dalla pole, mentre Antonelli ha immediatamente superato Russell conquistando la seconda posizione. Alle loro spalle Leclerc ha guadagnato una posizione su Piastri.

Il momento decisivo della fase iniziale è arrivato quando Max Verstappen ha perso il controllo della Red Bull alla fine del primo giro, finendo violentemente contro le barriere. I detriti in pista hanno costretto la direzione gara a esporre la bandiera rossa. Fortunatamente Verstappen è uscito illeso dalla vettura, ma il suo ultimo Gran Premio d’Olanda è terminato quasi immediatamente.

Alla ripartenza Antonelli ha realizzato uno scatto eccezionale superando Norris e conquistando la leadership. Contemporaneamente Piastri ha attaccato Russell portandosi in terza posizione.

Da quel momento la gara si è trasformata in un affascinante confronto strategico. Antonelli ha inizialmente controllato il vantaggio, ma Norris è rimasto sempre a distanza d’attacco. Russell si è fermato prima per montare gomme hard, mentre Piastri lo ha seguito un giro più tardi perdendo però tempo prezioso a causa di un pit stop lento. Antonelli e Norris si sono poi fermati insieme, passando anch’essi alla mescola hard.

Ferrari ha cercato di ampliare le proprie opzioni strategiche. Hamilton ha prolungato il primo stint arrivando temporaneamente al comando, mentre Leclerc ha continuato ad attaccare con grande aggressività.

Nella seconda parte della gara Norris ha iniziato a ridurre il vantaggio di Antonelli. Il pilota Mercedes ha segnalato difficoltà con le gomme posteriori e la McLaren è diventata progressivamente più minacciosa. Norris ha infine ripreso la leadership e da quel momento ha controllato le fasi conclusive.

Una Virtual Safety Car tardiva, provocata dalla Haas ferma di Esteban Ocon, ha aperto un’ulteriore opportunità strategica. Antonelli si è fermato per montare gomme soft, mentre Norris e Russell sono rimasti in pista. Mercedes ha successivamente chiesto a Russell di lasciare passare il più veloce Antonelli, consentendo al leader del campionato di provare a raggiungere Norris.

Il pilota McLaren aveva però già costruito un margine sufficiente. Norris ha tagliato il traguardo con 11,536 secondi di vantaggio su Antonelli, conquistando la seconda vittoria consecutiva dopo l’Ungheria.

Russell ha completato un eccezionale weekend Mercedes con il terzo posto, resistendo nel finale alle due Ferrari. Hamilton ha chiuso quarto, a soli 0,849 secondi da Russell, seguito da Leclerc in quinta posizione. Piastri ha terminato sesto dopo aver perso terreno tra strategia, pit stop e battaglie in pista.

Liam Lawson ha ottenuto un impressionante settimo posto sostituendo l’infortunato Isack Hadjar in Red Bull, nonostante una penalità di 10 secondi per un’infrazione in regime di bandiera gialla. Nico Hülkenberg ha confermato i progressi Audi con l’ottavo posto, Fernando Alonso ha conquistato punti preziosi per Aston Martin con il nono e Pierre Gasly ha completato la top ten per Alpine.

Pagelle DAG Management

McLaren – Voto: 9

Un weekend a due facce, ma complessivamente di grande successo. La Sprint ha evidenziato alcune difficoltà nella gestione degli pneumatici, soprattutto sulla vettura di Norris, ma McLaren ha reagito molto bene prima delle qualifiche del Gran Premio. Norris ha conquistato la pole e domenica ha disputato una gara intelligente e matura. La vettura aveva il ritmo per sfidare Mercedes durante tutto il weekend, ma la squadra non è riuscita a massimizzare entrambe le monoposto allo stesso modo.

Lando Norris – 10

Un altro weekend eccezionale. Terzo nella Sprint dopo aver sofferto con il grip posteriore, Norris ha risposto perfettamente conquistando la pole del Gran Premio sotto enorme pressione. Domenica, dopo aver perso il comando alla ripartenza contro Antonelli, è rimasto paziente, ha protetto gli pneumatici e si è progressivamente riportato in lotta. Quando è arrivata l’opportunità, ha preso il controllo. Due vittorie consecutive confermano un momento di forma straordinario.

Oscar Piastri – 6,5

Weekend più difficile del previsto. Quinto nella Sprint dopo aver perso una posizione su Antonelli al via, Piastri ha mostrato maggiore aggressività alla ripartenza del Gran Premio superando Russell. Un pit stop lento e i successivi sorpassi delle due Ferrari hanno però compromesso la sua gara. Il sesto posto non riflette completamente il potenziale della McLaren.

Mercedes – Voto: 9,5

Probabilmente la prestazione di squadra più completa del weekend. Pole e vittoria nella Sprint, secondo e terzo posto nel Gran Premio e un’eccellente capacità di reazione strategica durante la domenica. Mercedes conferma ancora una volta che il suo punto di forza non è soltanto la velocità, ma la continuità operativa.

George Russell – 9,5

Sprint eccezionale. Pole position seguita da una vittoria controllata che ha dimostrato una gestione completa della gara del sabato. La domenica è stata più complessa, ma Russell ha comunque conquistato un altro podio. Ha accettato l’ordine di squadra di lasciare passare Antonelli e successivamente ha difeso brillantemente da Hamilton e Leclerc. Weekend molto completo.

Kimi Antonelli – 9

Un’altra prestazione di grande maturità da parte del leader del campionato. La Sprint è stata compromessa da un suo errore nella Sprint Qualifying, che ha danneggiato il fondo e lo ha lasciato quinto in griglia. Nonostante questo ha recuperato fino al quarto posto, chiudendo a pochi decimi da Norris. Domenica è stato eccellente: ha superato Russell al via e realizzato una splendida ripartenza conquistando il comando su Norris. Alla fine gli è mancata la prestazione degli pneumatici per tenere dietro la McLaren, ma il secondo posto rappresenta un risultato estremamente prezioso. Antonelli lascia Zandvoort con 59 punti di vantaggio in campionato.

Ferrari – Voto: 8

Ferrari aveva ritmo sufficiente per lottare al vertice in entrambe le gare, ma ancora una volta il risultato finale avrebbe potuto essere migliore. La Sprint di Leclerc è stata eccellente e domenica entrambi i piloti sono stati competitivi. Strategia, tempistiche e gestione delle due vetture hanno però creato complessità evitabili.

Charles Leclerc – 9

Uno dei migliori piloti del weekend. Sprint eccezionale: partito con la soft, ha gestito la mescola perfettamente prima di attaccare Norris e conquistare il secondo posto. Domenica ha nuovamente mostrato un eccellente ritmo gara, superando Piastri e mettendo Russell sotto pressione costante. Il quinto posto non rappresenta pienamente la qualità della sua guida.

Lewis Hamilton – 8

Una Sprint solida conclusa al settimo posto, seguita da un Gran Premio decisamente più forte. Hamilton ha sfruttato efficacemente il primo stint prolungato ed è diventato una reale minaccia per il podio nelle fasi finali. È emersa una certa frustrazione per la gestione strategica Ferrari e per il tempo perso dietro Leclerc, ma Hamilton ha comunque terminato a soli 0,849 secondi dal podio.

Red Bull – Voto: 6

Weekend caratterizzato da due storie completamente diverse. L’ultimo Gran Premio di casa di Max Verstappen è terminato con grande delusione dopo l’incidente al primo giro, mentre Liam Lawson ha offerto una prestazione molto positiva da sostituto. La vettura non è mai sembrata in grado di eguagliare con continuità Mercedes e McLaren.

Max Verstappen – 5

Sesto nella Sprint senza riuscire a compiere progressi significativi. Domenica è finita quasi immediatamente: Verstappen ha perso il posteriore al primo giro ed è finito pesantemente contro le barriere, causando la bandiera rossa. Fortunatamente è rimasto illeso, ma è stato un finale doloroso per il suo ultimo Gran Premio di casa a Zandvoort.

Liam Lawson – 8,5

Una delle sorprese positive del weekend. Chiamato a sostituire l’infortunato Isack Hadjar in Red Bull, Lawson ha qualificato un eccellente ottavo posto e ha mostrato grande compostezza durante una domenica estremamente complessa. Il settimo posto, nonostante una penalità di 10 secondi, rappresenta un risultato molto importante.

Audi – Voto: 7,5

Altro weekend incoraggiante per una squadra che continua a mostrare progressi visibili. Il sabato è stato compromesso dal problema tecnico di Hülkenberg, ma domenica è arrivato un altro importante piazzamento a punti.

Nico Hülkenberg – 8

La Sprint è stata praticamente compromessa da un problema di potenza che lo ha lasciato diversi giri indietro. Domenica ha reagito molto bene, restando lucido tra interruzioni e battaglie nel midfield e portando la vettura all’ottavo posto.

Gabriel Bortoleto – 6,5

Nono nella Sprint, appena fuori dalla zona punti. Domenica è diventata molto più complicata dopo un testacoda al primo giro che lo ha fatto precipitare nelle retrovie. Ha recuperato fino al 13° posto senza però riuscire a replicare la competitività del sabato.

Alpine – Voto: 7

Weekend rispettabile, soprattutto grazie a Gasly. La squadra non disponeva del ritmo assoluto dei migliori team di centro gruppo, ma è riuscita ancora una volta a estrarre qualcosa di utile dal pacchetto.

Pierre Gasly – 8

Una delle migliori prestazioni del midfield nella Sprint. L’ottavo posto ha consegnato ad Alpine l’ultimo punto disponibile e Gasly ha aggiunto il decimo posto nel Gran Premio. Due risultati a punti nello stesso weekend rappresentano un’eccellente esecuzione.

Franco Colapinto – 5,5

Weekend difficile. Dodicesimo nella Sprint e 14° domenica dopo penalità che hanno complicato notevolmente il Gran Premio. Il ritmo ha mostrato qualche segnale positivo, ma l’esecuzione ha impedito un risultato migliore.

Racing Bulls – Voto: 6,5

Weekend insolito per i cambi di pilota legati all’assenza di Hadjar. La squadra ha mostrato un discreto ritmo sul giro secco, ma ha lasciato Zandvoort senza punti.

Arvid Lindblad – 6,5

Decimo nella Sprint e quindi molto vicino ai punti. Domenica è diventata più difficile dopo un drive-through per un’infrazione sotto bandiera gialla. Ha recuperato fino al 12° posto, ma la penalità ha eliminato ogni possibilità concreta di lottare per i punti.

Yuki Tsunoda – 6,5

Rientrato sulla Racing Bulls, ha disputato un weekend controllato. Tredicesimo nella Sprint e 11° nel Gran Premio, sfiorando i punti domenica. Non spettacolare, ma solido considerando le circostanze.

Aston Martin – Voto: 6

La squadra ha sofferto molto durante la Sprint Qualifying e la Sprint del sabato, ma Alonso ha salvato il weekend conquistando punti domenica.

Fernando Alonso – 7,5

Diciottesimo nella Sprint dopo un sabato difficile. Domenica è stata molto più positiva. Alonso ha gestito efficacemente una gara caotica ed è risalito fino alla nona posizione, regalando ad Aston Martin due punti preziosi. Un classico esempio della sua capacità di massimizzare le opportunità.

Lance Stroll – 5

Diciassettesimo nella Sprint prima del ritiro nel Gran Premio. Weekend difficile, con poche occasioni per dimostrare il potenziale della vettura.

Haas – Voto: 4,5

Weekend da dimenticare. Nessuno dei due piloti ha segnato punti nella Sprint ed entrambe le vetture si sono ritirate domenica.

Esteban Ocon – 5

Quattordicesimo nella Sprint. Domenica la Haas si è fermata in pista causando una Virtual Safety Car. Ci sono stati alcuni momenti competitivi, ma nessun risultato concreto.

Oliver Bearman – 4,5

Quindicesimo nella Sprint e poi impossibilitato a disputare regolarmente il Gran Premio dopo un problema tecnico nel giro verso la griglia. Weekend frustrante, condizionato soprattutto da circostanze esterne alla normale battaglia in pista.

Williams – Voto: 4,5

Weekend molto difficile. Nessuna delle due vetture è stata realmente competitiva nella Sprint e domenica un incidente tra i due compagni di squadra ha contribuito a un altro risultato deludente.

Carlos Sainz – 5

Ventesimo nella Sprint dopo un altro sabato difficile. Domenica sembrava offrire un’opportunità di recupero, ma un contatto tardivo con Albon ha portato a una penalità di 10 secondi. È stato classificato 16°.

Alex Albon – 5

Sedicesimo nella Sprint. Domenica ha mostrato alcuni momenti migliori, ma la sua gara è terminata tardi dopo l’incidente tra le Williams. La squadra deve ritrovare rapidamente continuità.

Cadillac – Voto: 4

Altro weekend difficile nello sviluppo del progetto. Nessuna delle due vetture è riuscita a lottare seriamente per i punti.

Sergio Perez – 4,5

La sua Sprint è stata compromessa ancora prima di iniziare realmente dopo i problemi nel lasciare la griglia durante il giro di formazione, concludendo infine a tre giri. Domenica è partito dalla pit lane dopo modifiche al set-up in regime di Parc Fermé e ha recuperato fino al 15° posto, ma la zona punti non è mai stata realisticamente raggiungibile.

Valtteri Bottas – 4,5

Diciannovesimo nella Sprint e ritirato nel Gran Premio. Un altro weekend in cui i limiti attuali del progetto Cadillac sono apparsi chiaramente.

Situazione Campionato

Zandvoort ha rafforzato la posizione di Kimi Antonelli in testa al Mondiale Piloti. Il pilota Mercedes lascia l’Olanda con 242 punti e 59 lunghezze di vantaggio, mentre Russell e Hamilton sono appaiati a quota 183.

Ma lo sviluppo più importante potrebbe essere il ritorno prepotente di Lando Norris. Le vittorie consecutive in Ungheria e Olanda dimostrano che McLaren è tornata dalla pausa estiva con un pacchetto capace di vincere con continuità.

Mercedes rimane straordinariamente forte su circuiti e condizioni differenti, mentre Ferrari continua ad avere il ritmo necessario per lottare davanti ma deve trasformare una percentuale maggiore di quel potenziale in risultati massimi. Per Red Bull, Zandvoort ha ricordato che Verstappen non può più compensare ogni limite della vettura.

Weekend Highlights

Pilota del Weekend – Lando Norris – Voto: 10

Pole position e vittoria nel Gran Premio dopo aver perso la leadership alla ripartenza. L’aspetto più impressionante è stata la pazienza con cui Norris ha affrontato la gara. Non ha forzato quando Antonelli si è inizialmente allontanato, ma ha gestito gli pneumatici, atteso che l’equilibrio prestazionale cambiasse e attaccato nel momento giusto. Una prestazione completa.

Migliore Prestazione Sprint – George Russell – Voto: 10

Pole position, partenza perfetta e controllo totale. Russell ha dettato il ritmo fin dal primo giro senza permettere ai rivali di metterlo realmente sotto pressione.

Breakthrough Performance – Liam Lawson

Entrare in Red Bull accanto a Max Verstappen con pochissimo preavviso è uno degli incarichi più difficili in Formula 1. Lawson ha risposto con un’ottima qualifica e un settimo posto nel Gran Premio nonostante una penalità di 10 secondi. Un weekend che rafforza significativamente la sua reputazione.

Delusione del Weekend – Max Verstappen / Red Bull

Dal punto di vista sportivo ed emotivo, difficilmente l’ultimo Gran Premio d’Olanda di Verstappen avrebbe potuto avere una conclusione più deludente. L’idolo di casa aveva già faticato a sfidare i leader nella Sprint prima di uscire al primo giro domenica. Fortunatamente è rimasto illeso, ma il risultato ha anche evidenziato l’attuale distanza prestazionale tra Red Bull e le vetture più forti.

Conclusioni DAG Management

Zandvoort ha offerto una delle dimostrazioni più chiare di ciò che la Formula 1 moderna richiede a squadre e piloti. Il sabato ha premiato il controllo. La domenica ha premiato l’adattabilità.

George Russell ha dominato la Sprint perché ha controllato ogni variabile disponibile. Lando Norris ha vinto il Gran Premio perché ha reagito meglio di chiunque altro quando quelle variabili hanno continuato a cambiare.

Per DAG Management, tuttavia, il weekend di Kimi Antonelli rimane particolarmente significativo in ottica campionato. Non ha vinto nessuna delle due gare, ma ha raccolto cinque punti nella Sprint e 18 nel Gran Premio, recuperato da una Sprint Qualifying compromessa, guidato per una parte importante della gara domenicale e lasciato Zandvoort aumentando il proprio vantaggio.

È esattamente così che si costruiscono i campionati. Non ogni weekend deve terminare con una vittoria. Il fattore decisivo è massimizzare i weekend difficili, limitare gli errori e continuare ad accumulare punti quando le circostanze cambiano.

Norris sta mostrando uno slancio eccezionale. Russell rimane uno dei piloti più completi e costanti della griglia. Hamilton e Leclerc mantengono Ferrari pienamente nella lotta. Antonelli continua a combinare velocità pura con un livello di maturità notevole per la sua esperienza.

Zandvoort ha segnato anche la fine di un’era. Il Gran Premio d’Olanda lascia il calendario dopo aver creato un’atmosfera unica dal suo ritorno nel 2021. La sua ultima gara è stata un addio appropriato: meteo imprevedibile, complessità strategica, bandiera rossa, numerose battaglie, cambi di leadership e pressione fino agli ultimi giri.

Il campionato prosegue ora con un messaggio sempre più chiaro: la seconda metà del 2026 non sarà decisa semplicemente da chi possiede la vettura più veloce. Sarà decisa da chi saprà esprimersi al massimo livello quando le circostanze saranno più difficili.